Zaccheroni il traghettatore. Ma la nave è già affondata

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[oblo_image id=”1″] Un grosso in bocca al lupo è doveroso. Alberto Zaccheroni è tecnico preparato, bramoso di tornare nel calcio che conta anche se dalla porta di servizio (in tanti avrebbero rifiutato un contratto di quattro mesi) e si avvarrà dell’esperienza di un’onorata carriera per far riemergere la Juve dalle sabbie mobili di una stagione maledetta. Ma il suo arrivo è anche il segnale di quanto si sia sbagliato nel corso degli ultimi dodici mesi negli uffici di Corso Galileo Ferraris. Il comunicato con cui si saluta Ciro Ferrara è persino delicato: adopera l’espressione “sollevato dall’incarico” per non scomodare un termine cinico come “esonerato”. Nella sostanza, tuttavia, si tratta di un fallimento che non si esaurisce neppure con l’imbarazzante crisi di risultati. Non c’è una parvenza di gioco, non c’è un antidoto agli infortuni in serie, non si intravvedono basi su cui poggiare per il futuro e anche i big cominciano a guardarsi intorno domandandosi se non sia il caso di cambiare aria per provare a vincere qualcosa. E’ un fallimento con tutti i crismi: c’è quasi da rallegrarsi del fatto che l’uno e trino Jean Claude Blanc – presidente, direttore generale e amministratore delegato – non abbia pensato di assumere una quarta carica prendendosi la panchina ad interim. Difficile che un allenatore si dimetta, quasi impossibile che lo faccia un dirigente. Tuttavia, per chi, dopo pochi mesi dall’ingresso in società disse “Non mi aspettavo che il calcio fosse così facile” ora una riflessione, se non un deciso passo indietro, sarebbe d’obbligo. Ferrara non può e non deve pagare per tutti: forse non era pronto per guidare un grande club, di certo non era all’altezza di un club con grande storia e poche certezze per il presente e per il futuro. Non è stato protetto a dovere, per mesi è stato costretto a dialogare con se stesso nella vana attesa di un interlocutore credibile ai piani alti della dirigenza che avesse il desiderio e la competenza di fare da tramite con lo spogliatoio. Ora ci si affida a Zaccheroni per salvare il salvabile, con la chicca di aver già fatto capire a tutti che si tratta di una situazione di ripiego confidando in una risposta positiva di Benitez o addirittura Hiddink. Di certo Zac non apparteneva al Progetto con la P maiuscola declamato in estate. Vedendo com’è andato il Progetto, potrebbe essere un grande vantaggio.