Vincere, vincere, vincere. La legge di Siena

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[oblo_image id=”1″] C’è una squadra che vince sempre. Una corazzata inaffondabile che surclassa regolarmente chiunque si trovi di fronte. E’ orgogliosamente italiana anche se gran parte delle sue stelle sono estere. Ufficialmente ha vinto lo scudetto a Milano chiudendo la serie finale con un eloquente 4-0 ma aveva ammazzato il campionato ancor prima di cominciare. Una sconfitta in tutta la stagione – contro la Fortitudo poi retrocessa quasi a pagare il sacrilegio di spodestare gli unti dagli Dei – e un percorso netto ai playoff che non ammette repliche. 

Un dominio che si spiega con la perfetta alchimia che si è venuta a creare tra una società economicamente forte, una dirigenza competente, un allenatore preparato ed una rosa di giocatori dal tasso tecnico straordinario. Qualcuno sostiene che i toscani vincerebbero il campionato anche scendendo in campo con le riserve. Ma il trucco sta proprio lì: non ci sono riserve. Il roster prevede che i cambi non abbassino il livello della squadra, impossibile trovare un punto debole da attaccare anche quando il quintetto iniziale rifiata in panchina. Campioni dotati di talento purissimo pronti a sacrificarsi per i compagni: il sogno di ogni allenatore. Mai una forzatura in attacco, mai un tentativo di risolvere individualmente la gara. Simone Pianigiani ha costruito una macchina da basket pressoché perfetta. Con la palla in mano gli schemi vengono eseguiti come se si stesse leggendo un manuale di pallacanestro, in difesa non si concede nulla. E tutto viene fatto con la massima intensità, anche quando la partita è ormai in cassaforte e gli avversari sono rassegnati alla sconfitta. Il capolavoro senese non si spiega solo con i canestri di Mcintire e Lavrinovic, con le penetrazioni di Kaukenas e Sato o i rimbalzi di Stonerook ed Eze. Come raccomandava la psicologia della Gestalt, il tutto è più della somma delle singole parti, una melodia non si può ridurre ad una successione di note. Dopo tre scudetti consecutivi l’unico pericolo è di pensare che sia tutto troppo facile. Ma a Siena sembrano immuni da qualunque calo di concentrazione. Senza dimenticare poi che per il futuro c’è un sogno ancora più grande da realizzare. Si chiama Eurolega e forse è anche qualcosa di più concreto di un sogno.

Gara 4: AJ Milano – Montepaschi Siena 47-82

Il Montepaschi vince la serie per 4-0