Pubblicato il: 31 Ottobre 2013

Vettel & Red Bull senza rivali, pronti per la Storia!

Quattro. Come le stagioni, i punti cardinali o, più probabilmente nel caso in questione, i cavalieri dell’apocalisse.

Sebastian Vettel

Il pluricampione del mondo Sebastian Vettel

Si, perché a soli 26 anni Vettel centra un obiettivo riuscito a soli altri tre grandi del passato: vincere quattro titoli mondiali di F1. E se consideriamo che lo fa per il quarto anno di fila, da questo podio ideale dobbiamo far scendere giù anche il prof. Alain Prost, per cui il tedeschino rimane in compagnia solamente del grande Juan Manuel Fangio (che però compì l’impresa nel 1956 a 45 anni, e si assicurò il filotto solo l’anno successivo) e il suo compaesano Michael Schumacher (il piccolo Sebastian fece i primi giri in kart a 6 anni sul circuito gestito dal padre di Michael a Kerpen, a un tiro di schioppo da casa sua) a 32 anni nel 2001 (ma i 4 consecutivi arrivarono solo due anni dopo).

E dal connazionale Vettel ha preso anche la ricetta del successo, semplice e palesemente “teutonica”: tanto lavoro e tanta concentrazione, attenzione maniacale al dettaglio e una discreta dose di fortuna. Oltre a una buona dose di arroganza e di sprezzo del pericolo nel sorpassare in Malesia alla seconda gara il compagno di squadra Webber, lasciando tra lui ed il cemento del muretto, forse, 5 centimetri.
E ad avere il progettista migliore del lotto dagli anni’80 ad oggi, quell’Adrian Newey (già Leyton House, poi Williams-Renault pigliatutto, McLaren negli anni 2000 e Red Bull dal 2006 in avanti) che ha probabilmente superato tutti nella classifica di successi per singolo progettista di monoposto.
Vettel Uber alles, dunque:come diceva Enzo Ferrari, chi vince ha sempre ragione. Anche se per entrare nel cuore dei tifosi, i numeri contano fino ad un certo punto: Senna di mondiali ne avrà vinti “solo” tre, Gilles Villeneuve nemmeno uno. Ma non provate a toccarmeli, perché le emozioni come quelle che trasmettevano loro ogni volta che si mettevano casco, tuta e guanti, i piloti di oggi possono solo sognarsele.

 

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