domenica, Gennaio 17, 2021
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Vendere senza svendere: il rebus bianconero

[oblo_image id=”1″] Dirigenti e operatori di calciomercato ripetono spesso che un acquisto si può sbagliare, ma guai a commettere errori su una cessione. E dando uno sguardo alla rosa della Juventus, si scopre come proprio il taglio dei giocatori in eccesso sia una scomoda priorità. Numericamente l’organico bianconero sembrava abbondante, eppure Ranieri ha dovuto convivere per tutta la stagione con l’emergenza dovendo spesso schierare elementi fuori ruolo o completare la panchina con giovani della Primavera. Prima ancora di decidere quale sarà il nuovo allenatore, la Vecchia Signora deve serrare le fila e verificare su quali elementi contare per il futuro. E qui vengono i problemi: perché tra congeniti problemi fisici, impietose ragioni anagrafiche e incompatibilità con l’attuale allenatore si profila un massiccio intasamento in uscita da Torino. Situazione quanto mai intricata poiché per le stesse motivazioni, pochissimi di loro sono appetibili sul mercato a cifre interessanti per le casse di corso Galileo Ferraris. Zebina, Knezevic, Salihamidzic, Poulsen, Tiago, Zanetti, Camoranesi, Trezeguet non sembrano più rientrare nei piani per il futuro ma nessuno potrebbe partire senza riportare una minus valenza per le casse societarie. Lasciando tra l’altro ancora insoluti altri nodi come l’utilizzo di Giovinco, il ritiro di Nedved, l’impiego di Del Piero e le sirene russe per Iaquinta. Un dilemma: perché mai come in questo caso vendere farebbe rima con svendere mentre una conferma in blocco rischierebbe solo di creare confusione nello spogliatoio. Al tempo stesso c’è però la necessità di aumentare la qualità della rosa per poter finalmente competere sul palcoscenico italiano ed internazionale. Diego e Cannavaro sono stati i primi colpi, ma almeno un altro paio di acquisti appaiono doverosi. Vendere senza poter fare cassa, comprare senza sapere in quali zone del campo intervenire. Un autentico rebus per una dirigenza sotto esame consapevole che non c’è più spazio per rinvii e proroghe. I tifosi bianconeri, inclementi giudici dell’operato della società, non sono disposti ad attendere oltre. Vincere per proseguire il tanto invocato “progetto”. O quanto meno per dargli un senso.

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