US Open: il grande rimpianto di Flavia Pennetta

0
5

[oblo_image id=”1″] Carpe diem suggerivano gli antichi. Nello sport saper cogliere le occasioni è una delle caratteristiche che distinguono i vincenti: chi non sa approfittare delle situazioni favorevoli rischia di farsi consumare dai rimpianti. La sconfitta di Flavia Pennetta nei quarti di finale degli US Open contro la tedesca Kieber lascia l’amaro in bocca per più di una ragione.

Innanzi tutto perché vi era la grande opportunità di arrivare per la prima volta in carriera in semifinale ad un torneo dello Slam risalendo anche parecchie posizioni in classifica. E poi perché l’avversaria era assolutamente abbordabile: la Pennetta però non ha mai trovato continuità pagando per l’ennesima volta la fragilità di un servizio che ha l’effetto di un boomerang. Probabilmente le due giornate di rinvio dovute alla pioggia hanno logorato psicologicamente l’azzurra, che è apparsa contratta ed incapace di far valere la propria superiorità tecnica. Dopo aver perso il primo set ed essere andata sotto di un break nel secondo, la nostra portacolori ha avuto una reazione che le ha permesso di impattare il punteggio prolungando il match al terzo e decisivo parziale.

La partita sembrava mettersi in discesa con Flavia che si portava avanti per 3-1: poi, però, inatteso giungeva il black out con la tedesca che infilava un letale filotto di cinque games consecutivi che chiudevano la contesa. Il rimpianto è di non aver proseguito la splendida cavalcata cominciata con la Sharapova e proseguita con lo Sheepers fermandosi sul più bello: è mancato quel quid che trasforma le avventure in imprese. Spesso si tratta di dettagli, ma fanno la differenza.