martedì, Gennaio 19, 2021
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Urciuolo e Ceraudo a Volla: interpretazione esemplare

Prosegue nella Scuola Media Inferiore Statale “Matilde Serao”, sita in Via Dante Alighieri, l’invito alla cittadina vollese: ascoltare musica, per alcuni ritenuta “di nicchia” ma per altri semplicemente per un “orecchio da educare”. Appropriata la scelta di Ciro Palella e della stessa Accademia Musicale Giuseppe Verdi: promuovere gratuitamente la rassegna “In movimento”, anche grazie alla presenza di “Pensieri@Confronto”, associazione culturale e giovanile del territorio.

Alla maestria del pianista Luca Urciuolo si affianca l’interpretazione del vibrafonista Raffaele Ceraudo. Spettacolo magico, raccolto, seppure solo quarantatré presenti in sala, causa il maltempo e i notevoli episodi di microcriminalità organizzata, tra cui il suicidio di un commerciante vollese. Nonostante ciò, una scaletta che raccoglie in sé un repertorio classico, unito a tre brani di loro composizione: Whisper Not, All the things You are, A night in Tunisia, Besame Mucho, You don’t know what love is, Groovin’ High, Oblivion, Oleo, A beautiful love, Softly as in a morning sunrise.

[oblo_image id=”1″]Al termine dell’esemplare esibizione e dell’immancabile bis, richiesto dalla raffinata platea, così commenta il Ceraudo: un cenno del capo, poche parole, molti sorrisi, mentre ripone il vibrafono. Più loquace Urciuolo, con le sue dolci parole :”Tutto quello che io suono, lo sento”. Traspare anche dalla sua famiglia questo amore per la musica, che fà di Lui un tutt’uno con la stessa, come ribadito dalla meravigliosa ragazza, timida ma dall’assoluta consapevolezza di essere legata ad un’artista di notevole valore proprio grazie a questa manifestazione di sensazioni interiori, e – dal viso dell’Urciuolo – ciò traspare: Lui si muove come se la musica fosse un ondeggiare fluido di stati d’animo, donando pace e serena “degustazione dal sapore agrodolce”, quasi fosse un piatto prelibato i cui ingredienti sono sapientemente dosati. Lo stesso dicesi di Ceraudo, delicato, indescrivibilmente ed indubbiamento preso dalle note. Non il solito ripetersi di brani, ma un caricare di significato ogni nota, argomentando ogni scelta con ricordi che non si dimenticano. Il successo di un evento che non è dato dalla quantità di persone presenti nell’Auditorium della scuola, ma dal modo in cui ognuna di loro si è alzata in piedi applaudendo i due artisti, quasi si stesse in teatro, eppure il freddo e qualche piccolo disagio ci sono stati, come descritto da una famiglia che ha saputo apprezzare la musica di un caro amico. Con l’augurio che questo mix di chiarezza di intenti, di materno apprezzamento – la madre Guida Carmela, commossa e riservata, lo testimonia – e il sorriso smagliante della sorella, possano rimanere ancora nel cuore dei Vollesi, troppo spesso avulsi dal favoloso mondo “dell’arte di essere”, perché ciò che Ceraudo e Urciuolo hanno donato era – ed è ancora – parte di loro. La musica donata non si perde ma troneggia in ogni Animo sensibile. Scala di valori, oltre che di note.

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