Un mercato da grande per tornare grande Juve

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Ritoccata robustamente dal mercato e plasmata da Ciro Ferrara, la Juve riparte con il chiaro obiettivo di tornare al successo. Ipotizzando che il modulo adottato sia il 4-3-1-2, proviamo a valutarne la consistenza reparto per reparto.

[oblo_image id=”6″]PORTIERE: Nulla di nuovo rispetto alla passata stagione e obiettivamente non se ne avvertiva il bisogno. Buffon rimane il fuoriclasse più puro dell’organico bianconero, mentre Manninger ha dimostrato di saper interpretare con disinvoltura il ruolo di secondo. E’ rimasto anche nonno Chimenti, sempre apprezzato all’interno dello spogliatoio per la capacità di fare gruppo. Voto: 10

[oblo_image id=”2″]DIFESA: E’ il reparto che lascia maggiori perplessità. Bucata a più riprese nella scorsa stagione, finora si è rinforzata con un solo innesto seppur di prestigio. Se Cannavaro ha accettato di tornare a Torino nonostante il malumore dei tifosi significa che le motivazioni sono ancora alte. Non è più il gladiatore del mondiale 2006 ma sarebbe impietoso giudicarlo solo per quanto fatto alla Confederations Cup. Quando la condizione atletica salirà, con Chiellini si ricomporrà un tandem affidabile. Semmai si denota l’assenza di un esterno in grado di sfornare cross invitanti: i terzini garantiscono quantità, ma difettano in qualità. Se la dirigenza piazzasse un ultimo colpo, si tratterebbe probabilmente del tassello in grado di completare il puzzle. Voto: 6,5

[oblo_image id=”3″]CENTROCAMPO: Ferrara lo ha ridisegnato sul piano tattico. La formula a 3 senza esterni di ruolo ben si adatta alle caratteristiche dell’organico. Immaginando l’addio di Poulsen rimangono 6 elementi: il numero giusto per garantire alternative e ricambi all’altezza. Sissoko è una certezza, Felipe Melo molto più di una scommessa mentre Marchisio cerca la definitiva consacrazione. Se Cristiano Zanetti e Camoranesi hanno bisogno solo di essere assistiti dalla salute, Tiago potrebbe essere il fattore a sorpresa. Per spiegare le sue difficoltà si sono avanzate motivazioni fisiche, incomprensioni tattiche, ruggini con Ranieri. Ora il modulo è lo stesso che lo ha esaltato a Lione mentre sono cambiati allenatore e preparatori atletici. Insomma, non ci sono più alibi: il portoghese ha tutto per riuscire nell’operazione riscatto ma deve esibire grinta e determinazione sinora nascoste benissimo a Torino. Voto: 8,5

[oblo_image id=”4″] TREQUARTISTA: E’ la grande novità del nuovo corso targato Ferrara. Una scelta necessaria per valorizzare il colpo pregiato del mercato e per ripartire dopo essersi ingolfati nel monocorde 4-4-2 ranieriano. Ci sono pochi dubbi sul fatto che Diego sia il miglior acquisto della serie A: un giocoliere con il pallone tra i piedi che dispone di velocità e resistenza alla corsa. Verrà esentato da particolari compiti di copertura perché dovrà risparmiare ogni energia per essere il faro della manovra. L’alternativa è Giovinco. Sebastian è chiamato a battere un colpo dopo una stagione vissuta da precario. Non può pensare che la Juve debba comprare giocatori mediocri per concedergli più spazio: è lui a doversi guadagnare la maglia ribaltando le gerarchie di inizio stagione. Ha tutto per ritagliarsi un ruolo importante, ma deve offrire risposte concrete per non eclissarsi in una delle tante eterne promesse del nostro calcio. Voto: 9

[oblo_image id=”5″]ATTACCO: Se non partirà nessuno, sarà ottimo ed abbondante come i menù dei migliori ristoranti. Quattro campioni per due maglie: Ferrara avrà l’imbarazzo della scelta e potrà sbizzarrirsi trovando soluzioni specifiche per ogni avversario. Senso del gol, tecnica, potenza, velocità: nulla manca alle bocche da fuoco bianconere. Del Piero è sempre Del Piero, Amauri e Iaquinta partono dalla pole ma Trezeguet è tutto fuorché un comprimario. Re David può essere il jolly in grado di scombinare le previsioni della vigilia. Voto: 9

In conclusione, rimane il timore che per competere con le altre grandi d’Europa manca ancora qualcosa. Più percorribile la strada che porta allo scudetto: il divario con l’Inter si è accorciato e i mal di pancia assortiti di Appiano Gentile potrebbero fare la differenza. Per centrare l’impresa si dovranno evitare blackout o polemiche interne: Ferrara finora non ha sbagliato una mossa né in campo né davanti ai microfoni, ma ora inizia il difficile. In bocca al lupo, Ciro il Grande.