UE: I Giovani contro l’abolizione dei simboli

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I governi europei hanno firmato ufficialmente a Lisbona il nuovo Trattato Europeo che, sebbene conservi larga parte delle innovazioni presenti nel testo di Costituzione europea, ha affossato lo spirito costituente che lo animava e ha eliminato i simboli che sono propri dei cittadini europei: la bandiera europea e l’inno alla gioia. Inizia così la dichiarazione congiunta promossa dalla Gioventù Federalista Europea in collaborazione con i Giovani dell’Italia dei Valori e la Sinistra Giovanile, che è stata inviata questa mattina al Presidente della Repubblica.

La dichiarazione dei giovani delle organizzazioni giovanili sull’eliminazione dei simboli segue la dichiarazione del Presidente Napolitano che il 29 ottobre scorso in Piazza del Campidoglio disse: diamo il buon esempio, infischiamocene delle decisioni che hanno eliminato i simboli dal nuovo Trattato, continuando a sventolare quella bandiera e a cantare quell’inno.

Noi giovani europei -continua poi la lettera- siamo la prima generazione che vive la pace dopo la pace: l’integrazione europea ha rappresentato per noi 60 anni di prosperità, la libera circolazione, un Parlamento, la moneta unica, l’Erasmus ed ha allargato questa ricchezza ai nuovi paesi dell’est Europa.

I giovani europei sono scesi nelle piazze di tutta Europa per chiedere che la bandiera europea venga restituita e insieme ad essa l’idea di un’Europa sempre più unita con un governo effettivo, dotato degli strumenti necessari ad affrontare le sfide del nostro tempo.

I cittadini europei, ed in particolar modo le giovani generazioni, hanno bisogno di riconoscersi nell’Europa.

L’Unione europea deve riuscire a parlare con una sola voce e deve coinvolgere maggiormente i cittadini europei nei processi decisionali.Energia, occupazione, ecologia, sicurezza interna e internazionale richiedono risposte unitarie e mezzi efficaci di intervento. Per questo, in vista delle elezioni europee del 2009, i partiti europei devono indicare fin da subito il loro candidato a Presidente della Commissione europea. I cittadini potranno così contribuire con il proprio voto a designare chi avrà la responsabilità di realizzare il programma per cui hanno votato.