Tre Allegri Ragazzi Morti, la Tempesta e tanto altro ancora

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[oblo_image id=”1″] Indipendenti, eclettici, con la leggerezza di chi può permettersi di prendere forma dalla matita deliziosamente fumettistica di Davide Toffolo e con l’intensità di chi attraverso note e scelte discografiche ha deciso di non scendere a compromessi per descrivere il proprio mondo. Da oltre 15 anni, i Tre Allegri Ragazzi Morti si raccontano attraverso un continuo anelito comunicativo di cui la musica è soltanto una sfaccettatura: un percorso in divenire che prevede clip, concorsi, pubblicazioni, promozione di giovani ed elaborazioni grafiche dense di significato. E con dei libri che con il fascino del surreale affrontano temi scabrosi. Basti pensare all’ultima pubblicazione, L’inverno d’Italia, realizzato dal cantante per raccontare una delle verità più scomode e volutamente sottaciute della nostra storia:  un raffinato tentativo di onorare le vittime dei campi di internamento dove quasi sessant’anni fa furono deportati 300 mila cittadini sloveni. Musica ed impegno sociale, gusto per la sperimentazione e profondo rispetto per la Storia con la S maiuscola, apertura mentale verso ogni cultura e amore per i luoghi più vicini: eppure c’è un filo conduttore nell’esperienza artistica dei Tre Allegri Ragazzi morti: « magari non si vede o almeno non tutti lo notano, ma c’è senz’altro»  spiega Enrico Molteni, bassista del gruppo, che aggiunge come «le idee siano il motore del nostro agire, ogni giorno ne nasce una diversa». Un’urgenza di autonomia che è riverberata nel progetto di un collettivo musicale che si discostasse dalle tradizionali case discografiche: insomma, un ribaltamento concettuale in cui non sono più logiche di mercato a determinare la produzione artistica ma in cui è la propria brama espressiva a determinare le modalità di realizzazione delle opere. Così è nata La Tempesta: «il contesto ha suggerito la via, ma noi siamo musicisti e sarebbe stato difficile muoversi differentemente». Coerenza nelle idee, apertura alle variazioni stilistiche che hanno portato alla ricerca di nuove sonorità, «anche se non si è trattato di una svolta, semmai di un’evoluzione graduale e naturale». Dagli Occhi Bassi dei Mostri e Normali ai Primitivi del Futuro (e al successivo Primitivi del Dub) il passo è tutt’altro che breve, ma in fondo sono anche trascorsi oltre dieci anni… La creatività non si spegne e sono in programma  nuovi progetti, collaborazioni importanti con gruppi che condividono le finalità e le speranze del collettivo musicale. C’è attesa per il nuovo album, il primo con l’etichetta Tempesta, de Il Teatro degli Orrori che uscirà a Gennaio con l’emblematico titolo de Il Mondo Nuovo. Il primo assaggio di un 2012 che si prevede fervido; per chi da sempre è in divenire, c’è sempre tempo per attuare idee, avverare sogni, leggere la società per anticipare il cambiamento. 

 

Sito ufficiale: www.treallegriragazzimorti.it