Torino riscopre la sua pallanuoto!

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[oblo_image id=”1″] Sabato 19 gennaio 2013 prende il via il campionato di A2 di Pallanuoto e, a tenere altro il nome dell’intera Regione Piemonte nei campionati professionistici di Pallanuoto, ci pensera’ come ormai di consueto, la TORINO 81 denominata anche Iren quale il suo main-sponsor per l’intera stagione attuale. I giovanissimi atleti che compongono la squadra, un mix tra giovani di belle speranze esordienti e veterani presenti nella categoria dagli ultimi quattro anni, quando salirono di categoria promossi al termine della stagione 2006/2007. Dal quel momento hanno disputato una semifinale playoff l’anno successivo alla promozione e hanno conquistato la salvezza l’anno successivo, per poi disputare nuovamente la semifinale playoff nel 2009/2010. Non hanno mai raggiunto la finale dei playoff per la promozione in A1. Nel campionato 2010/2011 la Torino 81 si è classificata seconda nel suo girone guadagnandosi il diritto alla semifinale playoff per la terza volta negli ultimi quattro anni, dopo una rimonta nelle ultime giornate di campionato. Nella semifinale riesce poi a imporsi sul Civitavecchia per 2 vittorie ad 1 davanti a 1200 spettatori accedendo così alla prima finale della sua storia. Sempre a proposito di questi ragazzi che si apprestano a disputare il campionato di A2, viene davvero spontaneo un battito di mani perche’ rappresentano uno sport sicuramente meno popolare di molti altri in una regione come il Piemonte, tradizionalmente legata ad altri eventi; proprio su queste basi, il fatto che questi ragazzi abbiano deciso di puntare tutto sulla loro citta’ invece che migrare nella vicina Liguria dove la Pallanuoto puo’ considerarsi uno degli sport principali con un’infinita’ di Societa’ racchiuse in spazi capillari tra di loro, rappresenta una di quelle sensazioni che possono incentivare la passione sportiva come veicolo senza limiti e confini, il meglio dei valori sportivi che molto spesso vengono meno! Sabato il grande esordio, che vedra’ la Iren Torino 81 esordire a Trieste mentre la prima partita casalinga contro il Sori (una delle molteplici societa’ liguri gia’ citate in precedenza), avverra’ il sabato successivo presso la piscina Comunale Monumentale di Torino, dove si disputeranno tutti gli incontri casalinghi. FORZA IREN TORINO 81!

STORIA DELLA TORINO 81 PALLANUOTO
La nostra storia comincia nel 1924 quando la società viene affiliata alla Federazione Italiana Nuoto. Una grande storia alle spalle, un presente di cui essere fieri ed un futuro che, grazie alla consolidata presenza sul territorio, ed all’apertura di tante nuove piscine, è certamente destinato ad essere migliore. Dopo oltre 80 anni, seppur con diverse denominazioni sociali, la società risulta tra le più longeve tra le oltre 1500 affiliate alla federazione italiana nuoto. Come sempre in tutti questi anni è costante punto di riferimento di tutte le società della regione. La Torino ’81, del resto unica società della Regione Piemonte con partecipazioni ai massimi campionati di pallanuoto, ha avviato alla pratica della pallanuoto molte generazioni di torinesi. Lo dimostrano gli atleti e gli allenatori operanti nelle altre società cittadine. Nei suoi ranghi si sono formati anche molti grandi uomini poi passati ai ruoli dirigenziali FIN e numerosi ufficiali gara di assoluto valore nazionale ed internazionale. Ma malgrado l’importanza del ruolo svolto la società ha mantenuto una connotazione di assoluta semplicità. E’ infatti diventata una regola che gli atleti, una volta smessa l’attività, passino ai ruoli dirigenziali. La maggioranza degli attuali componenti il Consiglio Direttivo sono infatti ex atleti della società che dedicano il loro tempo libero, e sovente anche quello che dovrebbe essere dedicato alle loro occupazioni lavorativo, per organizzare al meglio l’attività degli oltre 150 atleti. E quasi sempre sono di estrazione societaria anche gli istruttori e gli allenatori preposti a preparare le 10 formazioni. Una dirigenza accomunata da sana e profonda passione per la pallanuoto che non lesina l’impegno finanziario per promuovere l’attività agonistica. Un gruppo compatto ed unito che ha saputo gestire momenti difficilissimi ma che è stato ripagato da splendidi ragazzi prim’ancora che da magnifici atleti.

L’attività dal 1924 al 1962 Essendo così remota la data di nascita possiamo dire che all’inizio l’attività sia stata prettamente regionale con qualche partecipazione alla serie C. E’ nei primi anni 60 che si verifica il primo significativo incremento dell’attività quando arriva da Recco Annibale Andreani nella duplice veste di giocatore/allenatore. Avvia alla pratica della pallanuoto, tra gli altri, Furio Migliarese, Silvio Ceola ed i rimpianti Giuliano Sartori ed Agostino Puleo che formeranno in seguito lo zoccolo duro del gruppo. La svolta del 1963 Ma l’anno della svolta definitiva è il 1963 allorquando, con la denominazione sociale Centro Sportivo Fiat, arrivano da Napoli un allenatore esperto come Giovanni Capobianco e gli atleti Mattia Aversa, Salvatore Caruso e Telemaco Marcoccio. Il progetto è ambizioso. Portare Torino nella massima serie. Per centrare l’obiettivo agli inesperti atleti locali si affiancano giovani provenienti da regioni più evolute in campo pallanuotistico. Così negli anni successivi altri giovani di belle speranze arriveranno a Torino per lavorare in azienda e continuare a praticare la pallanuoto. Anno dopo anno sono inseriti in organico i liguri Stefano Piccardo, Giorgio Perego, Claudio Drago, il pesarese Claudio Cicoria e nel 1967 i napoletani Antonio Consiglio e Pasquale Rossi. Una storia lunghissima e con tanti grandi Campioni, come vedremo in seguito, di assoluto valore mondiale per diffondere la pallanuoto ai piedi delle Alpi e scrivere pagine importanti della pallanuoto italiana. Ma gli uomini che hanno caratterizzato la storia della società sono indiscutibilmente Giovanni Capobianco e Mattia Aversa. Ad essi sono dedicati due capitoli a parte.
Giovanni Capobianco Portato a Torino, a settembre del 1963, da Giuseppe Faravelli e dal Dott. Sambuelli (Presidente del C.S.Fiat) Capobianco è stato fondamentale per portare la pallanuoto torinese alla massima serie. Buoni trascorsi in difesa della porta della leggendaria Rari Nantes Napoli Capobianco approda a Torino aderendo entusiasticamente al progetto che prevede il lancio della pallanuoto in una città ai piedi delle montagne. I mezzi non mancano e neppure gli impianti che l’azienda gli mette a disposizione. La sfida è quella di cambiare radicalmente la mentalità di atleti ormai legati a vecchi criteri di allenamento e passare a ritmi più intensi. Il cambiamento costò parecchio (qualche illustre atleta del tempo concluse anzitempo l’attività perché refrattario al cambiamento) ma fu una svolta importante e determinante per la pallanuoto torinese. L’aneddoto che si racconta tra gli appassionati è quello del primo allenamento che Capobianco fece svolgere alla Piscina Stadio. Alla riunione di presentazione tenuta da Faravelli erano presenti circa 40 atleti. Dopo l’esposizione del programma Capobianco disse: “Ed ora basta con le chiacchiere ….… andiamo in acqua e per cominciare fate 800 metri di riscaldamento ………… e poi cominciamo l’allenamento vero e proprio ” A queste parole seguì un silenzio interminabile e sguardi esterrefatti. La spiegazione arrivò dal Signor Faravelli che spiegò a Capobianco che gli allenamenti di nuoto in precedenza arrivavano ad 800 metri totali al quale seguivano i più graditi palleggi e tiri. Le conseguenze si videro già al secondo allenamento al quale parteciparono solo 30 atleti. Alla fine della settimana restarono in 20. E furono appunto quei 20 insieme ai rinforzi arrivati a novembre del 1963 (Mattia Aversa, Salvatore Caruso e Telemaco Marcoccio) che formarono il gruppo storico per le annate successive. Tra i risultati più significativi ottenuti da Capobianco la scalata alla serie A in 5 campionati ed i secondi posti alle spalle del Recco del mitico Eraldo Pizzo, nel 1971, ed alle spalle della Florentia di Gianni De Magistris nel 1980.
La preziosa opera di Capobianco è stata illuminata e lungimirante. Ha coperto un periodo di circa 25 anni durante il quale ha ricoperto la funzione di allenatore fino al 1980 e quella di dirigente fino al 1988.

Mattia Aversa Nato a Napoli nel 1944 è il personaggio più importante della storia recente della Torino ’81.
Entra in società nel 1963 e ne diventa ben presto il trascinatore. Nel 1972 inizia ad allenare mentre ancora è impegnato con l’attività societaria e della Nazionale. Nel 2001 passa ai ranghi dirigenziali anche se continua saltuariamente a seguire gli atleti del settore giovanile. Inizia a giocare nel Circolo Nautico Posillipo, allora solo una realtà di serie inferiori, per poi trasferirsi a Torino ad appena diciannove anni. Nel Posillipo disputa alcuni brillanti campionati di serie C e B. Si mette ben presto in mostra per le sue spiccate qualità di attaccante e si guadagna la convocazione per la nazionale giovanile. Ma è a Torino che raggiunge la completa maturità tecnica grazie al grande impegno. Ciò gli consente di vincere per tre anni (dal 1967 al 1969) la speciale classifica dei cannonieri. Nel 1966 arriva la convocazione nella nazionale maggiore. Il Cav. Mario Majoni lo fa esordire a Milano e si ritrova a giocare con i suoi idoli giovanili (i Campioni Olimpici di Roma 1960) Eraldo Pizzo, Franco Lavoratori e Gianni Lonzi futuro C.T. della squadra. Nell’anno successivo il militare ne frena un po’ l’attività e solo nel 1968 diventa titolare fisso della nazionale collezionando in carriera 77 presenze e segnando oltre 150 reti. Partecipa, nel 1973, ai primi Campionati del Mondo di Belgrado dove l’Italia si piazza al quarto posto. Tra le vittorie di maggior prestigio ottenute con la nazionale il “Trofeo Hungaria” (Budapest 1969) al quale partecipavano le 6 squadre classificate ai Giochi Olimpici dell’anno prima giocati a Città del Messico. Aversa contribuisce al successo con 6 gol messi a segno durante il Torneo. Nel 1972 pur continuando a giocare intraprende l’attività di allenatore. Diventa responsabile del “Centro di Avviamento alla Pallanuoto”, fortemente voluto dal Dr. Gioachino Massia, che si rileverà, nel tempo, la fonte vitale della società. Nel 1974 chiude con la pallanuoto giocata e continua a seguire il settore giovanile fino al 1980. Poi a settembre del 1980 succede, senza alcun preavviso, l’imponderabile. La Fiat a causa di problemi aziendali decide di operare un massiccio disimpegno dalle attività sportive chiudendo anche il settore pallanuoto. In quei tristi momenti Aversa si oppone fermamente alla chiusura dell’attività e confermando tutta la grinta già espressa in acqua si fa promotore di un progetto di salvataggio accettato dai vertici societari. A fine gennaio la società cambia denominazione passando a quella attuale mantenendo l’anzianità risalente al 1924. In quell’anno diventa il primo allenatore e ricopre tale ruolo fino al 2000. Attualmente oltre agli incarichi societari è Consigliere Regionale della Federazione Italiana Nuoto con delega alla pallanuoto.

Dal 1964 al 1980. Il progetto di portare Torino nella massima serie si realizza nel 1969. Un campionato con tutte vittorie e solo due pareggi. Con il miglior attacco, la miglior difesa ed aversa come capocannoniere del torneo. Risultati grandissimi agevolati dall’innesto di Rosario Parmigiani, Olimpionico di Roma ’60, e di altri validissimi atleti quali Giorgio Perego, Stefano Piccardo e dei vecchi della società Puleo, Ceola, Bertello ecc.
Nell’anno successivo la squadra alla prima esperienza nella massima serie ottiene un dignitoso quinto posto finale. E’ comunque un anno di assestamento nella massima serie in attesa di ulteriori rinforzi.
Ed infatti nel 1971 arriva da Napoli un giovanissimo ma talentuoso Sante Marsili (nel 1976 sarà Campione del Mondo a Berlino). La società ottiene il miglior risultato di sempre piazzandosi al secondo posto del massimo campionato di pallanuoto. Per battere i gialloblu di Capobianco ci volle la migliore Pro Recco dei leggendari Eraldo Pizzo,Lavoratori,Merello e Cevasco. Sembra l’inizio di una bella storia ma l’imponderabile è in agguato. Problematiche aziendali condizioneranno pesantemente l’attività ed il conseguente ridimensionamento dell’organico porterà alla retrocessione del 1972. Gli anni successivi sono caratterizzati dall’ulteriore crescita dei giovani del vivaio ormai pronti per accollarsi maggiori responsabilità. Ed infatti superati i momenti difficili, con solo i “vecchi” Puleo, Marcoccio e Lubian, la società risale in serie A nel 1976. Purtroppo la massima serie si rileva ancora troppo impegnativa per i torinesi e la squadra pur lottando non riesce a salvarsi ma mette in mostra giovani di sicuro talento come Pernat, Macchia, Russo, Fantini ed i tre giovanissimi Capobianco figli d’arte. Il purgatorio dura poco ed infatti nel 1979, con la denominazione Sisport Fiat Ricambi, la società ritorna in Serie A. Il Presidente della società è il mitico Giampiero Boniperti che porta a Torino i Campioni del Mondo Alberto Alberani, Romeo Collina e Paolo Ragosa. Ma il grande sogno è la conquista del titolo di Campione d’Italia. Oltre a questi grandissimi occorre anche maggiore esperienza. Ed infatti arriva Eraldo Pizzo, Campione Olimpionico di Roma 60, da tempo “monumento della pallanuoto italiana”. La “rosa” completata da Bertazzoli, Bartiloro e dai torinesi Paolo Lubian, Franco Macchia, Ernesto Pernat e dai fratelli Capobianco tenterà la conquista del risultato più ambito.

Lo scudetto. Il 1980 è l’anno della definitiva consacrazione della pallanuoto a Torino. Nella nuovissima Piscina coperta di via Olivero si vive un anno straordinario con gli spalti gremiti da 1000 spettatori entusiasti. Il sogno di vincere il primo “scudetto” dura tutto il campionato: svanisce in una fredda sera fiorentina allorquando subisce una immeritata sconfitta dalla Florentia in cui giocava Gianni De Magistris un altro grandissimo della pallanuoto italiana. Il secondo posto finale qualifica la società per la Coppa delle Coppe. (fonte dal sito ufficiale).

La Torino ’81 e la pallanuoto della Regione Piemonte

Unica società piemontese che abbia fornito atleti alle varie nazionali (Assoluta, Giovanili e Militare)
Unica società piemontese che abbia partecipato a Campionati di Serie A1 e A2
Unica società piemontese costantemente iscritta ai Campionati giovanili regionali
Unica società piemontese che abbia vinto ogni anno Campionati giovanili regionali

I migliori risultati ottenuti
2° posto in A1 nel 1971 alle spalle della Pro Recco
2° posto in A1 nel 1980 alle spalle della R.N.Florentia
3 volte Campione d’Italia di Serie B
Oltre 50 titoli di Campione Regionale Piemontese