Sant’Agata, a Catania opere da tutto il mondo

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[oblo_image id=”1″]Dipinti, sculture, pezzi d’oreficeria, reperti archeologici, stampe e documenti che hanno come comune denominatore Sant’Agata. A Catania in esposizione oltre 250 opere d’arte provenienti dai maggiori musei di tutto il mondo. La mostra dal titolo “Agata Santa: storia, arte e devozione” ha aperto i battenti il 29 gennaio e rientra nel ricco programma di festeggiamenti che la città ha organizzato proprio in onore della sua amata Patrona. Sant’Agata è una delle martiri della cristianità più venerate ed è stata nel corso dei secoli fonte d’ispirazione di molti artisti. Tra i martiri subiti dalla Vergine Patrona della città etnea anche la mutilazione del seno dopo che la giovane rifiutò di concedersi al proconsole romano. In mostra anche reperti archeologici della Catania romana teatro dei fatti, oltre a dipinti e sculture provenienti dal Louvre e dal Moreau di Parigi, dai Musei Vaticani e dalla Galleria Borghese di Roma, dal Museo di San Marco di Firenze, dall’Art Gallery di York (Inghilterra) e dall’Heritage National Museum di Malta. Diverse opere sono state prestate dalle istituzioni ecclesiastiche di tutto il territorio nazionale. Tra i dipinti che i visitatori potranno ammirare ci sono la magnifica pala dell’Oratorio del Rosario di Palermo del maestro fiammingo Anthony Van Dyck e persino il Martirio di Sant’Agata di Giovan Battista Tiepolo, realizzato per la Basilica di Sant’Antonio a Padova. Ma anche opere del Bergognone (da Bergamo), di Bernardino Luini (da Roma), di Jacopo Ligozzi (da Piazza Armerina). Tra i reperti archeologici l’Iscrizione di Iulia Florentina, tra le più antiche testimonianze cristiane al mondo, trovata a Catania nel 1730 ma esposta nel museo parigino del Louvre e l’Efebo di Selinunte.

[oblo_image id=”3″]Curatore della mostra per l’Arcidiocesi, Gilberto Algranti, presidente di Teknè (Milano) e per la Regione Siciliana, Gesualdo Campo, soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Catania. Uno dei primi visitatori è stato il critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha apprezzato e applaudito l’iniziativa. L’assessore alla Cultura del Comune di Milano, accompagnato da Gilberto Algranti, ha seguito con interesse il percorso della mostra che ha come sedi principali il Museo Diocesano, la Chiesa di San Francesco Borgia e la Chiesa di San Placido. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 4 maggio. Eccezionalmente per i giorni clou delle manifestazioni agatine, il 3, 4 e 5 febbraio, resterà aperta giorno e notte.