Rosso, il teatro sperimentale di Alma Rosè

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[oblo_image id=”1″]Particolare e ricco di spunti, Rosso, firmato da Elena Lolli, al Teatro di Ringhiera di Milano. Lo spettacolo che è andato in scena fino al 15 novembre, è sicuramente degno di nota per particolarità, e da vedere, vero teatro nel senso più letterale del termine.

La sinossi si rifà al racconto di AndersenScarpette Rosse”, ed è la storia di una ragazzina orfana che con degli stracci, ereditati dalla madre, si costruisce un paio di scarpette di pezza rosse, che simboleggiano le sue radici. Una ricca e anziana signora, in carrozza, nota la ragazza e le offre una vita sfarzosa regalandole un vero paio di scarpe rosso carminio, con i tacchi alti, molto eleganti e sensuali, che ne modificano l’identità.

[oblo_image id=”3″]In scena quindi uno spettacolo incentrato sul tema della femminilità, della perdita e del recupero della spontaneità come delle radici, sostituite dal movimento autonomo delle scarpette rosse carminio che paiono dirigere la protagonista, e condurla nel mondo della vanità e della superficialità.

Si tratta di un monologo impegnativo, messo in scena dalla compagnia teatrale Alma Rosè, con Annabella di Costanzo, artista dalle notevoli capacità mimiche, e da Mauro Buttafava che con vera flemma, quasi zen, e totale controllo fa da spalla discreta, ma molto forte alla protagonista.

Particolarità della rappresentazione è poi l’ausilio della scenografia musicale. Teatro quindi che fonde la favola, la morale, il movimento, la musica e la gestualità in un unico atto, come è caratteristico del lavoro che la compagnia Alma Rosè ha portato avanti in questi anni, con vera efficacia.

Informazioni sulla programmazione
www.almarose.it/lacompagnia