Rete Cinema Basilicata: grandi idee e qualche polemica

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[oblo_image id=”1″] La Rete Cinema Basilicata esprime grande soddisfazione per la costituzione finalmente della Fondazione LUCANA FILM COMMISSION ma al contempo forti perplessità in merito alla compatibilità di alcuni membri del Consiglio di Amministrazione.

Encomiabile il lavoro condotto nell’ultimo anno dal dott. Angelo Raffaele Rinaldi, Capo di Gabinetto della Giunta Regionale e coordinatore del Team di Consultazione per la Film Commission e appropriata e ben augurante la scelta di nominare Caterina D’Amico (ex Preside del Centro Sperimentale di Cinematografia e Direttore della Casa del Cinema di Roma) nel CdA della Fondazione da parte della Provincia e del Comune di Matera ma la nomina a Presidente di Franco Rina (già direttore della rassegna Cinemadamare e di attività di formazione cinematografica in Basilicata) – da parte della Regione Basilicata – e di Giovanna D’Amato (violoncellista e direttore dell’Ateneo Musica Basilicata) – da parte di Provincia e Comune di Potenza – lasciano perplessi palesando un evidente potenziale conflitto di interesse sul territorio ed una scarsa rispondenza ai principi dello Statuto su cui si basa la Fondazione stessa.
In particolare, l’art.10 comma 2, prevede che i componenti del CdA esprimano competenza ed esperienza nel settore cinematografico: a tal proposito, ci domandiamo quali siano le evidenti competenze maturate nel campo cinematografico e degli audiovisivi tout court dalla d.ssa D’Amato tanto da convincere gli Enti proponenti la sua candidatura a fare il suo nome.
Sempre nello Statuto, l’art.16 evidenzia l’incompatibilità delle cariche dei membri del CdA che svolgano attività in conflitto con i compiti istituzionali della Fondazione: ci pare evidente che la nomina a Presidente della Lucana Film Commission di Franco Rina palesi da subito il suo conflitto di interessi visto che tanto Cinemadamare quanto alcune delle attività collaterali al Festival (come CIAK BASILICATA – SENSI CONTEMPORANEI CINEMADAMARE) sono organizzati con la collaborazione ed il sostegno della Regione Basilicata.

Gli operatori del settore chiedono, quindi, che il Consiglio Generale della Fondazione Lucana Film Commission (composto dal Presidente De Filippo, dai Presidenti Lacorazza e Stella e dai sindaci Adduce e Santarsiero) chiarisca come siano state operate tali scelte, in base a quali criteri e se alle nomine succederanno le necessarie dimissioni dalle attività esercitare sul territorio da parte di coloro che evidentemente mal potranno conciliare le proprie attività con la carica ricevuta.

Dopo i numerosi incontri con l’Ente fondatore regionale e gli operatori, che hanno fatto ben presagire sulla necessaria partecipazione e che hanno fruttato la redazione di uno statuto trasparente e condiviso, chiediamo un maggiore coinvolgimento dei tanti professionisti lucani o che operano in regione – così come accaduto per la redazione dello Statuto – al fine di condividere e confrontarsi costruttivamente e con consapevolezza sulle scelte messe in atto al fine di consentire il miglior start-up alla neo nata Film Commission.

I lavoratori del cinema sono ambiziosi, guardano al futuro della Basilicata con coraggio ed entusiasmo. Sono i principali destinatari di questo importante strumento operativo e vogliono che si continui a dialogare all’insegna della correttezza, della trasparenza e della condivisione.

E’ fortemente auspicabile infine che le lungaggini burocratiche non penalizzino le produzioni in essere in regione e tutte le attività cinematografiche costrette ad operare al momento in uno sconcertante gap normativo e decisionale anacronistici per una regione come la Basilicata dove il cinema ha mostrato di rappresentare un importante fronte di sviluppo culturale, promozionale ed economico. In definitiva, nell’attesa che la Film Commission sia attiva e funzionante la regione operi azioni che consentano alle produzioni e alle attività cinematografiche sul territorio di poter operare nella chiarezza e nella trasparenza con il necessario supporto degli enti territoriali e con i giusti strumenti finanziari e normativi di cui necessitano dove merito, talento e buone pratiche siano sempre premiati.