martedì, Gennaio 19, 2021
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Raffele Paganini omaggia il genio di Gershwin

[oblo_image id=”1″]Raffaele Paganini e le indimenticabili e sempre emozionanti musiche di George Gershwin. Parliamo del rifacimento per il balletto di un Americano a Parigi, il capolavoro del grande musicista americano, innamorato dell’opera di Ravel, famoso per melodie indimenticabili quali Rapsodia in blue o Summertime, solo per citarne alcune.

Dopo l’appluadita performance al teatro Manzoni di Milano, dove Paganini ha ballato fino al 9 di gennaio, uno dei più importanti teatri d’Italia, lo spettacolo è ora in tournè per lo stivale, dove farà tappa nelle prossime settimane a Napoli, Roma e Caserta.

Si tratta di una rappresentazione pensata su misura per il maestro, vera icona internazionale della grande danza classica, e che si avvale delle coreografie di Luigi Martelletta e dell’elaborazione drammaturgia per il balletto di Riccardo Reim.

Parliamo di un ballettoemozionante e che oltre al talento del grande Paganini, che interpreta un convincente e super scattante Gershwin in visita a Parigi, si caratterizza per la presenza di un numeroso corpo di ballo della compagnia nazionale Raffele Paganini e Almatanz.

[oblo_image id=”2″]Lo spettacolo è la prima rappresentazione esclusivamente danzata dedicata a Gershwin, progetto fortemente desiderato da Paganini, che ha voluto così omaggiare il genio dell’artista americano, e si ispira in parte all’opera del musicista americano innamorato di Parigi e del fermento culturale di quella città, ma anche al famoso film degli anni 50 di Vincent Mannelli che rappresentava bene lo spirito di un’epoca vitale e in continua trasformazione.

Sul palco Paganini, in forma smagliante, danza motivi che sono di fatto cult della cultura musicale mondiale. Lo spettacoloevidenzia le atmosfere degli anni in cui visse Gershwin e la modernità parigina contrapposta alla cultura americana, come il passaggio dalla cultura impressionista alla esistenzialismo della Nouvelle vougue. La scenografia è stata però pensata su toni colorati quasi psichedelici quale omaggio ai tempi che cambiano, e lo spettacolo è incalzante e non lascia spazio a melense malinconie o amomentidi introspezione. Paganini ha voluto così fotografare il fermento e la vitalità di un momento che sembra voler guardare avanti attraverso l’ausilio di melodie classiche ma nel contempo sempre attuali e convincenti e non ferme a caratterizzare un periodo di lustro purtroppo ora semprepiù lontano.

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