Può essere comunque un magico… Natale

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Ho, Ho, Hoooo… Già ma non è come quando ero piccolo e sentivo l’emozione crescere all’arrivo del momento… la mezzanotte… la porta che si apre con circospezione, senza voler sorprendere Gesù Bambino o Babbo Natale (alleati per una notte magica).

L’emozione saliva, l’attesa era enorme già dall’antivigilia e quando gli adulti raccontavano fatti fantastici per aumentare le sensazioni magiche, diventava da brividi. Noi bambini poi le amplificavamo per renderle sempre più intense e durature.

Partiamo dalla fine, uno zio, giovane, quando avevo 7 anni mentre con altri cuginetti parlavamo del Natale mi blocca è mi dice…ma guarda che Babbo Natale non esiste…

Batapum e per l’acutezza di un uomo ”sensibile” il mio piccolo mondo felice si frantuma in un attimo… quale soddisfazione riempì i suoi occhi mentre dalla sua mente “illuminata”, partiva l’attacco alle mie convinzioni del magico Natale.

Ma prima di quell’istante e poi quando mi sono ripreso dal “colpo”, il Natale ha sempre rappresentato il periodo migliore dell’anno, ricco di stimoli e piacevole per le sue tradizioni, la sua fede a patto che non diventino costrizioni o stupide corse (sopratutto se in macchina) al regalo, o al cibo.

Ho scoperto da non più di una decina d’anni, che lasciare l’auto a casa e prendere al massimo un mezzo pubblico, per avvicinarsi al centro è la cosa migliore da fare.

Vedere chi strilla per un parcheggio, chi accelera, chi sgomma, chi fa giri su giri intorno agli isolati o lascia le macchine in doppia fila e ogni tanto si affaccia dall’uscio del negozio per controllare se arrivino i vigili… con la nevrosi che stravolge i lineamenti trasformando il semplice gesto della ricerca della strenna in un tour de force a perdifiato.

Tutto questo non fa più parte di me ”moi non plus” non sono più tra “color che son sospesi” tra un parcheggio e una fila d’auto. Vado a piedi solo o con mia moglie o con chi mi vuole accompagnare, amico o parente, e la fretta natalizia non esiste più….

Sono più magro (senza l’assillo della palestra), spendo meno in gasolio, gomme e soprattutto in salute mentale, sono meno nervoso e  mi sembra di essere più ricettivo di quando la nevrosi non lasciava spazio alle altre sensazioni.

Mi sono riavvicinato alle emozioni che avevo da bambino sento di più l’aria del Natale e delle cose più semplici come camminare, guardare una vetrina senza fretta o entrare in una chiesa a vedere un presepio, sentire un concerto Natalizio o magari pregare, non sono un eremita ma uno che ha bisogno di slacciarsi le “scarpe della fretta”.

Esistono anche altri valori oltre a quelli economici, riscoprirli per stare leggermente meglio può essere un buon modo per conoscere più a fondo ciò che si nasconde dentro di noi… magari una parte della nostra infanzia dimenticata.

Buon Natale!