domenica, Gennaio 17, 2021
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Per le piante è tutta una questione di vicinato

Una ricerca canadese rivela che fiori e piante, al pari degli animali, sono capaci di capire se vivono accanto ad un vegetale della stessa specie o un “estraneo”. Se una pianta viene costretta a convivere con un arbusto di famiglia diversa, infatti, sviluppa un apparato radicale molto più lungo e robusto, dimostrando un atteggiamento più competitivo di quello che riservano ai loro simili.

[oblo_image id=”2″]Gli studiosi dell’Università McMaster in Ontario (Canada) sono giunti a questa conclusione dopo vari esperimenti sulla Cakile edentula (nella foto), una pianta comune nel Nord America. I ricercatori hanno preparato diversi vasi, ciascuno contenente quattro pianticelle. Poi alcune sono state sistemate accanto a esemplari della stessa specie, altre, invece, vicino a famiglie diverse dalla propria. Dopo due mesi, hanno notato che le Cakile cresciute in mezzo a vegetali estranei avevano prodotto una massa di radici molto più consistente delle altre, mentre gli esemplari cresciuti tra i propri simili hanno preferito spartire equamente le risorse. La presenza di “sconosciuti” ha, quindi, stimolato nelle piantine un atteggiamento competitivo: in pratica una gara per conquistare più spazio e acqua.

Non è una novità che anche i vegetali abbiano una “vita sociale”. Da tempo si sa che due piante, se chiuse in spazi ristretti, lottano per accaparrarsi più nutrimento, allungando le radici. Ma l’abilità d’individuare esemplari della stessa famiglia è una vera scoperta. Il meccanismo alla base del riconoscimento però non è ancora chiaro. Una delle ipotesi è che ogni pianta rilasci nel terreno una sostanza chimica riconoscibile dai suoi simili. È anche possibile che i vegetali captino la presenza dei familiari grazie al riconoscimento di specifiche proteine da cui è costituito il loro sistema immunitario, come per altro avviene tra gli animali.

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