Pambieri e l’ultima sigaretta di Zeno

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[oblo_image id=”5″] “Giacché mi fa male non fumerò mai piú, ma prima voglio farlo per l’ultima volta”: riflessione che riporta ad una delle opere letterarie simbolo del decadentismo italiano. Parliamo della “Coscienza di Zeno”, in questi giorni rappresentata in prima nazionale al teatro Carcano di Milano, con la sceneggiatura di Tullio Kezich, e quale protagonista Giuseppe Pambieri, mentre la regia è di Maurizio Scaparro. Sul palco del teatro milanese Giuseppe Pambieri ha riproposto la storia di uno dei protagonisti più banalmente “umani” della letteratura italiana, ovvero quella di Zeno Cosini, anti-eroe per antonomasia, del quale lo scrittore triestino, nel suo romanzo più importante, descrive le angosce, i dubbi, le debolezze, l’inettitudine, il mal di vivere, di un uomo appunto come tanti. Nella trasposizione teatrale di Kezich, del 1964, l’attenzione è posta più sulla narrazione della vicenda, che sulla rappresentazione dello psicodramma del protagonista e nello spettacolo di Scaparro, grazie all’eleganza innata e all’esperienza di Pambieri, viene riprodotto un delicato ed elegante quadro dell’epoca in cui il romanzo è ambientato. L’intento è quello di dare un’interpretazione chiara e comprensibile a tutti della storia. In sala infatti erano presenti molti giovani che hanno accolto la fine dello spettacolo con un lungo e caloroso applauso che conferma come la vicenda di Zeno sia sempre attuale, conosciuta e soprattutto amata da tante generazioni. La scena si apre con la seduta di Zeno dallo psicanalista che gli consiglia di scrivere un diario come supporto alla terapia. Zeno si avvicina cosi’ alle teorie di Freud e ad un lavoro di autoanalisi ricordando i drammi della sua vita come la morte del padre. La narrazione prosegue poi con il racconto del matrimonio del protagonista con l’efficente e comprensiva Augusta, la meno bella di cinque sorelle, a cui Zeno chiede la mano per esclusione. Augusta è l’esatto opposto del marito che l’ammira e stima e tradisce con una giovane cantante per trascorrere il tempo sempre troppo noioso. Si prosegue con il racconto dell’impresa economica che Zeno apre con il cognato che a causa dei cattivi affari del protagonsta morirà suicida. Debolezza e metafora della propria inettitudine è infine la ripetuta volontà di Zeno di smettere di fumare, quel “Fumerò l’ultima sigaretta” che lo accompagna nei momenti più importanti della sua vita. Intento a cui Zeno infine rinuncerà arrivando alla conclusione: “Che la vita attuale è inquinata alle radici, per cui l’unico mezzo per essere sani è l’autocovincimento di esserlo”. Con Pambieri un cast di giovani attori: Enzo Turrin, Giancarlo Condé, Silvia Altrui, Livia Cascarano, Guenda Goria, Marta Ossoli, Antonia Renzella, Raffaele Sinkovic, Anna Paola Vellaccio e Francesco Wolf. Lo spettacolo sarà al Carcano fino al 3 febbraio. Informazioni www.teatrocarcano.com