Omofobia: una nuova patologia sociale?

0
2

L’omofobia è un gravissimo problema anche per l’Italia prova ne siano i delitti antigay, le dichiarazioni violentemente omofobiche e le manifestazioni di vera e propria intolleranza verso le persone con gusti sessuali diversi e alternativi rispetto a quelli delle coppie eterosessuali. L’omofobia e’ dunque una nuova patologia sociale dovuta alla mancanza di una cultura del rispetto e della tolleranza del diverso? L’ultimo episodio di discriminazione e violenza ha visto coinvolto il leader romano dell’Arcigay, Fabrizio Marrazzo. In questi giorni l’associazione ha presentato una denuncia contro ignoti per minacce di morte giunte a Marrazzo tramite ripetute telefonate ed sms.

[oblo_image id=”1″]Le minacce che mi sono state fatte, ha dichiarato Marrazzo, sicuramente hanno turbato, per me e per le persone a me care, queste giornate che dovevano essere di festa, ma non ci fanno indietreggiare di un passo, nell’azione che da anni svolgiamo per contrastare l’omofobia nella citta’ di Roma. Marrazzo, ha assicurato di riporre grande fiducia nell’azione investigativa delle forze dell’ordine, ha ricordato che,in questi anni, Arcigay ha fatto molte manifestazioni per i diritti civili di lesbiche gay e trans, ed ha trattato molti casi delicati, come l’omicidio di Paolo Seganti, l’omicidio di Roberto Chiesa e migliaia di denunce pervenute tramite il numero verde dell’associazione.‘Nessuna azione – ha concluso Marrazzo – potra’ fermare il nostro impegno.

Il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso, ha espresso la sua solidarieta’ al presidente del comitato romano per le minacce di morte che sta ricevendo. Intimidazioni, ha sottolineato Mancuso, dovute al suo ruolo e alla sua attività politica e sociale’. Questi gravi e infami atti, denunciati prontamente agli inquirenti non sono che l’ennesima e grave conseguenza del pesante clima di odio e di omofobia che sta respirando l’Italia intera.

Un mese fa la Commissione Europea ha inviato una lettera all’Italia, alla Finlandia e alla Lettonia per sollecitare il recepimento delle disposizioni contro l’omofobia, contenute all’interno della direttiva 2000/78/Ce.Malgrado gli sforzi, compiuti da alcuni gruppi e da alcuni esponenti politici, intesi a velocizzare i tempi di recepimento e applicazione del divieto di ogni tipo di discriminazione sessuale, il Parlamento italiano ha mancato l’obiettivo. Infatti, a causa di un grossolano errore di riferimento all’articolo (sbagliato) del Trattato di Amsterdam le norme anti-omofobia originariamente contenute nel decreto legge sulla sicurezza sono state cancellate e reinserite nel disegno di legge in discussione in I commissione alla Camera contro le molestie e la violenza sulle donne, il cosiddetto ‘ddl stalking’.

Ad oggi nessun passo avanti e’ stato fatto e l’Italia, malgrado la lettera di infrazione spedita da Bruxelles, non ha ancora applicato la direttiva Ue contenente le disposizioni contro l’omofobia. Perche’ l’Italia e’ sempre in ritardo? La politica italiana ama lavorare con lentezza o semplicemente e’ un ‘problema di Famiglia’ della maggioranza cattolica di questo Paese?