lunedì, Gennaio 18, 2021
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Oltre il mare: un film per giovani che fa riflettere

[oblo_image id=”2″] Oltre il mare potrebbe sembrare il solito “film sui giovani”, eppure ha anche il pregio di riuscire a far riflettere. L’obiettivo del regista Cesare Fragnelli (al suo primo lungometraggio) non è quello di far arrivare agli spettatori un particolare messaggio sociale, ma solo di mostrare i comportamenti delle nuove generazioni nel modo più realistico possibile.

La storia è ambientata in Puglia e, per la maggior parte delle scene, in un campeggio nella cittadina turistica di Otranto. Location che, per quanto suggestiva, non va idealmente ad incidere più di tanto sulle abitudini e sulla vita dei protagonisti, poiché le loro vicissitudini potrebbero accadere benissimo in qualsiasi altra parte d’Italia. Il gruppo di amici al centro della vicenda è senza dubbio eterogeneo. All’interno spiccano: Sergio (Alessandro Intini), il classico rubacuori traditore che va alla conquista delle turiste straniere per fare nuove esperienze; Giordano (Nicola Nocella), un ragazzo un po’ noioso appassionato di politica; il sensibilissimo Francesco (Alberto Galetti), che soffre dopo la fine di una lunga relazione.

Le ragazze, in generale, sono ritratte come persone più mature: alcune di loro rinunciano alle vacanze estive per studiare/lavorare o si rivelano molto più affezionate al partner rispetto al diretto interessato. Anche il rapporto lesbico vissuto da due ragazze del gruppo appare molto più solido di quelli degli eterosessuali che le circondano, appunto perché le stesse appaiono molto più serie e fedeli dei propri coetanei maschi, laddove la maturità e sensibilità di questi ultimi – invece – emerge solo a tratti.

L’atmosfera del film, che all’inizio appare molto scanzonata, man mano che si va avanti con lo svolgimento della trama cambia, inducendo maggiormente alla riflessione, fino ad affrontare il tema della morte nella parte conclusiva della pellicola. Il tutto sempre con lucidità e con chiarezza di linguaggio. Si consiglia perciò la visione dell’opera soprattutto per il fatto che non si tratta della solita commedia giovanilistica tendente spesso a scadere nel banale, ma di un ritratto cinematografico della società di oggi, con i suoi difetti e le sue virtù.

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