sabato, Gennaio 16, 2021
Home Viaggi Narni, la storia “conservata” nel sottosuolo

Narni, la storia “conservata” nel sottosuolo

Tremila anni di storia. Tutti rigorosamente ben conservati nel sottosuolo di Narni, in Umbria. Con un ricco patrimonio artistico e culturale venuto alla luce alla fine degli anni Settanta, nel centro geografico dell’Italia. E’ una seconda città. Tutta da scoprire.

[oblo_image id=”2″]Affascinanti percorsi alla riscoperta di acquedotti, cisterne, cripte, cunicoli, celle, in luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. Sotto ai fabbricati c’è una fitta rete di gallerie, attualmente chiuse o interrate, oppure trasformate in cantine o fogne. Queste strade sotterranee permettevano di giungere da un posto all’altro della città senza viaggiare in superficie dove, un tempo, agguati e omicidi erano all’ordine del giorno. Sono frequenti i passaggi fra le abitazioni costruite sui lati opposti di strade, appartenenti a famiglie alleate o allo stesso nucleo familiare.

La tadizione vuole che il cuore di questo sistema viario alternativo sia la Rocca trecentesca dell’Albornoz che si erge in cima al colle dove si trova Narni. Dalla fortezza sarebbero partite gallerie che si dirigevano alle principali porte e piazze e ad un avamposto chiamato “il bastione”. Gli ultimi esempi di percorsi sotterranei sono i rifugi antiaerei. Di questi ne sono rimasti molti. L’associazione culturale Subterranea propone quattro itinerari con altri interessanti percorsi alternativi sul territorio umbro di carattere storico, archeologico, ambientale e religioso, al di fuori dei normali itinerari turistici, proprio per scoprire il cosiddetto Cuore verde d’Italia.

[oblo_image id=”1″]Da non perdere la gastronomia locale. Le origini della cucina narnese, e di quella umbra in generale, sono da ricercare nell’economia silvo-pastorale che ha caratterizzato la vita degli abitanti fino al secolo scorso, dedita alla cura dei campi, al taglio dei boschi, all’allevamento del bestiame, alla pastorizia e alla caccia. Asparagi di bosco, funghi e tartufi costituiscono un ingrediente ricercato della gastronomia. Bontà da assaggiare i manfricoli con ottima salsa, gli arrosti, il palombaccio alla leccarda, l’agnello con pilotto e gli spiedi carichi di cacciagione con una buona fettina di pancetta tra un tordo e l’altro. Re dei condimenti il gustoso olio con i suoi riflessi dal verde tenue al giallo oro. E di contorno le insalatine di campo con l’aggiunta di rare erbette come la dorosella o gli strigoli. Ottimi i vini locali: Ciliegiolo, Verdetto, bianco Carsulae, Castello di Albornoz.

Most Popular

Recent Comments