lunedì, Gennaio 18, 2021
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Nancy Brilli bella e moderna Mirandolina

[oblo_image id=”1″] Al teatro Manzoni di Milano, rivive la Mirandolina di Goldoni, icona di donna moderna e spregiudicata per eccellenza. Parliamo de La locandiera classico intramontabile del teatro di tutti i tempi, portato in scena da Giuseppe Marini e che ha quale protagonista la sempre bellissima Nancy Brilli, convincente e affascinate eroina goldoniana. Lo spettacolo è una rivisitazione chiara e pulita del capolavoro di Goldoni, che attraverso la storia di Mirandolina presenta una nuova immagine della donna: autonoma, spregiudicata, disincantata e a tratti cinica, anche se ne “esce fuori” un personaggio comunque simpatico e “giustificabile”.
Commenta il regista a proposito della sua rappresentazione: “Nel deserto dei sentimenti, fra le macerie del desiderio, sempre più confuso e confusamente recalcitrante al suo soccombere, l’eros riemerge nell’accezione più odiosa, quantunque comica e divertente nel caso del capolavoro goldoniano, quella che reca il marchio della supremazia e della rivalsa. Nel perverso, quanto sterile, gioco di relazioni pericolose, l’amore è sostituito dalle sue recite e la finzione si serve dell’amore stesso come strumento e mai come autentica componente affettiva”.
[oblo_image id=”2″] La locandiera venne scritta da Goldoni a metà del 1700 e narra la vicenda di una donna bella e astuta che gestisce da sola la locanda ereditata dal padre, con l’aiuto del fidato Fabrizio, dove viene costantemente corteggiata dagli ospiti che vi soggiornano, cosa che alimenta il suo ego e accresce il suo narcisismo. Nessun cliente vuole infatti resistere al fascino di questa donna indipendente, estremamente lucida e intelligente, tranne il Cavaliere di Pipafratta, giovane e tenebroso che si dichiara misogino e che per Milandolina non mostra alcun interesse. L’indifferenza del nobile cavaliere, che tratta la donna come una servetta, infastidisce la protagonista che dedice cosi’ di utilizzare tutte le sue strategie da esperta ammaliatrice per far innamorare il bel tenebroso. Obiettivo perfettamente raggiunto visto che il cavaliere si innamora di Mirandolina, ma spaventato dal sentimento troppo conflittuale decide di fuggire via dalla locanda e di dimenticare la donna che ha conquistato con “acuta strategia” il suo cuore. Nello spettacolo di Marini, la scenografia richiama il periodo della vicenda, ma il regista rinuncia agli sfarzi settecenteschi, focalizzando l’attenzione più sulla sinossi, e sulla psicologia dei personaggi. Spettacolo che quindi depura la trama da inutili orpelli e che comunica un messaggio ancora molto attuale e assolutamente rivoluzionario per l’epoca in cui l’opera è stata scritta. Sul palco, con Nancy Brilli, Fabio Bussotti, Claudio Castrogiovanni, Maximilian Nisi, Fabio Fusco e Andrea Parlotti. La Locandiera andrà in scena al teatro Manzoni fino al 27 gennaio.
Informazioni www.teatromanzoni.it

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