Mourinho: una presentazione che sa d’addio

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[oblo_image id=”1″] Forse parla troppo, ma di sicuro non parla mai a caso. Jose Mourinho ha sempre puntato sulla comunicazione: usa il microfono di sciabola o di fioretto a seconda delle esigenze. E’ bene allora soffermarsi sul suo intervento alla presentazione dell’Inter 2009/2010: poche frasi, tante smorfie sul volto trasandato. E’ apparso contrariato, corrucciato, quasi rassegnato. Si è lamentato dell’organico, ha alzato bandiera bianca per la Champions, non ha apprezzato il mercato nerazzurro nè in entrata e in uscita. Verrebbe da chiedersi cosa dovrebbero dire gli altri allenatori dato che la rosa dei campioni d’Italia rimane la più competitiva della serie A.  L’attuale pessimismo stride sonoramente con la fiducia sprizzata al suo arrivo: eppure, senza registrare cessioni il roster si è arricchito di due elementi di valore come Motta e Milito. Probabilmente le parole di Mourinho mirano ad altro.  L’oracolo di Setubal è sembrato stanco, nervoso, privo di quell’entusiasmo che lo ha sempre contraddistinto. Magari sarà un abbaglio estivo, ma la sensazione è che il tecnico immagini un futuro lontano da Milano. Non è casuale l’affondo riservato ai giocatori. Che ci siano in Europa corazzate al di là della portata delle italiane è purtroppo molto più di un semplice timore, ma che sia l’allenatore a mettere pubblicamente le mani avanti è curioso. Soprattutto perchè la stoccata arriva dallo stesso condottiero che fino a pochi mesi fa si affannava ad erigersi come indomabile difensore della truppa: colpite me, lasciate stare la squadra. Ora il messaggio si è capovolto. Le concorrenti sono più forti, io proverò a ribaltare i pronostici ma non sono Harry Potter. Un atteggiamento così singolare da indurre alla replica il patron Moratti che con un punta di risentimento ha ricordato come migliorare in Europa rispetto al disastro di un anno fa (2 vittorie in 8 partite) sia tutt’altro che un’impresa. Ritorna alla mente una frase: “Chi allenerà il Real Madrid, sarà un uomo fortunato”. Mourinho sa di potersi consolare con un contratto faraonico, ma non può sperare in investimenti  simili a quelli delle altre big d’Europa. E comincia ad avvertire gli stessi mal di pancia del suo giocatore migliore…