Monty Python: il surreale di Terry Jones

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[oblo_image id=”2″]Presso la Sala Scorsese della Cineteca di Bologna, in via Azzo Gardino, 65 saranno proiettati alcuni dei film di Terry Jones, per ripercorrere il cinema di uno dei più dissacranti umoristi contemporanei.
Jones cresce in quel progetto televisivo del Monty Python’s Flying Circus, una serie televisiva della BBC che andò in onda dal 1969 al 1974 e che vede protagonisti Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin (in arte Monty Python oppure Pythons).

Uno dei suo lavori più significativi, cui collabora tutto il gruppo, è Monty Python’s The Meaning of Life (Monty Python – Il senso della vita), uscito il 1983, la cui versione distribuita in DVD è preceduta da un delizioso cortometraggio The Crimson Permanent Assurance firmato da Terry Gilliam.
In quest’ultimo, il montaggio connotativo è usato in tono grottesco, facendo oscillare l’associazione concettuale delle immagini da un evidente tono di denuncia a un effetto esilarante, come nella scena iniziale, in cui gli anziani lavoratori vengono accostati agli schiavi rematori di una galea. L’evidente esagerazione farsesca, che in essa si produce, è dovuta soprattutto al movimento da vogatore già accennato nell’ufficio, nonché dal trasferimento degli stessi personaggi da un ambiente all’altro.

La similitudine tra le scene si trasforma poi in metafora, rappresentando una protesta di lavoratori con un vero e proprio ammutinamento militare e insistendo sul tono burlesco sia nella terminologia marinaresca (“levare l’ancora”, “all’attacco”) sia nei gesti (l’asse di legno per “espellere” il prigioniero, il falso pugnale tra i denti). Il tutto sottolineato da un commento musicale che, sempre ironicamente, sottolinea la pomposità dell’azione, proponendo prima toni da battaglia con gli ottoni e poi un’atmosfera ariosa e sognante con i vocalizzi e gli archi. Il climax poi raggiunge l’apice nel varo del palazzo-nave, in cui la rivolta per la libertà si muta in azione piratesca e finisce per naufragare nello stesso eccesso che l’aveva motivata.

Il film vero e proprio è diviso in episodi, che ripercorrono le fasi della vita.
Nel primo, si succedono due scene in cui viene schernita la spettacolarizzazione che la società fa della vita, sia come evento che troppo esalta la nascita, sia come comportamento esagerato nel rispetto di norme culturali e religiose. La trasformazione in musical del dramma di una famiglia, sovrappopolata di figli, è la summa di questa rappresentazione, in cui la comicità sardonica viene iper-edulcorata da un balletto perfettamente sincronizzato, che canta le lodi della chiesa cattolica. La conclusione, poi, vede improvvisarsi una lezione sulla storia dello scisma protestante, che suona tanto tronfiamente didascalica quanto ridicola e comica.

La seconda parte continua con gli intenti della critica sociale, affondando la lama nel sistema scolastico, che viene ritratto come inefficace e sterile, non riuscendo a rendere interessante neanche una lezione di sessuologia, con tanto di dimostrazione pratica. L’avvicendamento di questa scena con una cinica partita di football di adulti contro bambini crea poi un’esplosione di amara ilarità (non saremmo sorpresi se avesse ispirato la moderna campagna pubblicitaria del “gratta e vinci”, dallo slogan “Ti piace vincere facile”? Il che è solo un esempio dell’estrema attualità dei Monty Python).

Il potere semantico di questa scena si rafforza ancora di più se si considera quella successiva, che apre la terza parte, in cui lo stesso personaggio dal campo da gioco si trova in guerra. Questo è un tema che sta particolarmente a cuore al regista. Jones infatti, in un recente articolo, critica esplicitamente la politica bellica degli anglo-americani contro Saddam Hussein.

[oblo_image id=”1″]Nel film la sua asprezza è ben rappresentata da una continua sproporzione ironica tra le situazioni (l’ufficiale che si rade durante una battaglia, la preoccupazione della puntura d’insetto mentre si trascura la gamba amputata e così via) creando così un effetto di gelo esilarante, portato allo spasmo dallo splatter. Questa miscela di sangue e risate diede luogo alla cosiddetta comicità Slapstick, esempio cinematografico unico e rimasto insuperato, che raggiunge una forza cruenta ancora maggiore nel quarto episodio, ove l’espianto di organi diventa un’operazione dal “vivo”. In qualche modo tale ironica assurdità ha seguiti illustri con Pulp Fiction di Quentin Tarantino e con Natural born killers di Oliver Stone.

In tutto il film aleggia quel senso meta-cinematografico che aiuta a completare il meccanismo della farsa e arriva paradossalmente perfino a ospitare una scena che si riferisce al corto introduttivo. Questo non suscita tuttavia una sorpresa propriamente straniante, dato che alle iterazioni extra-diegetiche ci si abitua fin dall’inizio. Di continuo, infatti, si aprono finestre su un nuova realtà, spesso seguendo il filo del non-sense, così il meta-livello narrativo non è altro che la conferma di questo geniale meccanismo comico, come rimarca anche la parte VI b, in cui ormai ci rivolge al pubblico come in uno spettacolo in teatro.

Infine non si può non ricordare quella scena dell’esplosione, dopo l’abbuffata, causata di una piccola mentina. Come afferma Giacomo Manzoli, nella presentazione della rassegna bolognese, questo e gli altri film di Terry Jones «sono dei costanti inviti a riscoprire la realtà dietro alle coperte rassicuranti della normalità e un monito a rifiutare categoricamente quella mentina esplosiva».

Cineteca di Bologna

Venerdì 8 – ore 22.40
BRIAN DI NAZARETH
(Life of Brian, GB/1979)
di Terry Jones (94’)

Domenica 10 – ore 22.40
MONTY PYTHON E IL SACRO GRAAL
(Monty Python and the Holy Grail, GB/1975)
di Terry Jones e Terry Gilliam (91’)

Lunedì 11 – ore 18.15
ERIK IL VICHINGO (Erik the Viking,
USA/1989) di Terry Jones (91’)
Martedì 12 – ore 22.15
MONTY PYTHON: IL SENSO DELLA VITA (The
Meaning of Life, GB/1983) di Terry Jones (98’)

Venerdì 15 – ore 22.15
E… ORA QUALCOSA DI COMPLETAMENTE
DIVERSO (And Now for Something Completely
Different, GB/1971) di Ian MacNaughton (89’)
Sabato 16 – ore 22.15
PERSONAL SERVICES (GB/1986)
di Terry Jones (101’)

Domenica 17 – ore 22.45
MONTY PYTHON LIVE AT THE HOLLYWOOD
BOWL (GB/1982)
di Terry Hughes e Ian MacNaughton (77’)