Milano rende omaggio al grande Vasarely.

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[oblo_image id=”1″]Nove sezioni, divise tra pittura, architettura, fotografia e realizzazioni computerizzate, sono state allestite a Milano per ripercorrere la carriera di uno dei piú grandi innovatori dell’arte novecentesca. È il sottotitolo della mostra, che riporta parole dello stesso pittore, a riassumere l’intera concezione artistica di Vasarely: «L’artista non ha che una scelta giusta: annullarsi come persona in favore della sua opera e offrirla con amore all’umanità astratta».

L’arte, in sostanza, deve rinunciare ad ogni forma di soggettivismo in favore di un atto creativo razionale e oggettivo. Sviluppando la lezione di artisti del calibro di Mondrian e Malevič, Vasarely propone una nuova “alleanza” tra arte e progettazione, tra creatività, tecnologia e scienza, per superare la concezione di un’arte irrazionale propria della cultura artistica dominante in quel periodo, sia in Europa (con l’Informale) che negli Stati uniti (dove imperava l’espressionismo astratto di Pollock and company).
Spostando in secondo piano le sperimentazioni giovanili (ma anche piú tarde) di Vasarely, i curatori cercano di presentare allo spettatore un percorso, il piú possibile lineare, dell’arte prodotta dall’ungherese nel corso della sua lunga carriera. Infatti, salvo qualche eccezione (Il circo, Autoritratto ed Ermafrodita, per citarne alcuni), il corpus principale della mostra è composto da opere prevalentemente aniconiche e lineari, influenzate dalle esperienze razionaliste del Bauhaus, di De Stijl e del Costruttivismo russo.

[oblo_image id=”2″]D’altra parte, e l’ampio spazio dedicatogli in questa rassegna lo conferma, il nome di Victor Vasarely è legato inscindibilmente a quel fenomeno artistico, sviluppatosi intorno agli anni Cinquanta, che è stata l’Optical Art. Agendo sulla struttura geometrica di un “supporto” a maglie ortogonali attraverso il progressivo rimpicciolimento delle forme quadrangolari e una studiata alternanza cromatica, l’artista, anche grazie alla complicità dello spettatore, ottiene una spazialità illusionistica e dinamica decisamente innovativa.

Convinto assertore di un’arte non solamente piacevole esteticamente ma anche eticamente, Vasarely propone le sue teorie anche nel campo dell’architettura, dei fotografismi (disegno e collage su fotografia in bianco e nero), e dei programmes (progetti per opere pittoriche elaborati in arte digitale), perseguendo quella “politica” di fusione delle arti, propria del Bauhaus, che ne ha segnato notevolmente le scelte stilistiche.

Nata per omaggiare una delle figure piú poliedriche della recente arte europea, questa mostra è stata inaugurata a dieci anni dalla morte di Vasarely, e chiuderà i battenti ad un secolo dalla sua nascita.

Victor Vasarely
L’artista non ha che una scelta giusta: annullarsi come persona in favore della sua opera e offrirla con amore all’umanità astratta

04 Ottobre 07 – 27 Gennaio 08
Orario: dalle 11.00 a mezzanotte, chiuso il lunedì
Luogo: Triennale Bovisa
Cura: Andrea Busto e Cristiano Isnardi
Ingresso: 8 €, 6 €, 5 €