Leonardo: altri codici per un mistero divino.

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[oblo_image id=”1″]Leonardo Da Vinci è l’uomo del mistero per eccellenza: genio e luce guida in un passato oscuro. Dopo essere diventato il protagonista per eccellenza delle cronache misteriose grazie al best seller di Dan Brown, Il codice Da Vinci, negli anni recenti molti misteri si sono presentati nei dipinti di Leonardo a esperti e studiosi che hanno visto o hanno creduto di vedere cavalieri templari, Maria Maddalena, un misterioso bambino e finanche uno spartito musicale; ora a riportare nuove luci sulle ombre leonardesche è un originale gruppo di studiosi d’arte chiamato “Lo specchio delle sacre scritture e dipinti”.

[oblo_image id=”2″]Noto è come Leonardo fosse solito scrivere da sinistra verso destra, la cosiddetta scrittura a specchio, per preservare i suoi segreti da occhi indiscreti. Secondo questi studiosi esperti di simmetrie, il suo modo di scrivere non sarebbe nient’altro che uno dei vari indizi disseminati nelle opere di Leonardo per rivelare opere nascoste. Questa fondazione afferma inoltre che applicando la visione speculare attraverso determinati assi di simmetria nelle opere di messer Leonardo, incluse “Mona Lisa” e “L’ultima cena”, appaiono le reali intenzioni del pittore, mostrando così facce e simboli religiosi. A dar credito alla loro teoria aggiungono che solo in questo modo si spiegherebbe veramente come mai molti soggetti dipinti dal genio italiano sembrano indicare l’oltre, lo spazio, alla ricerca del divino.

Il gruppo spiega che questi soggetti così rappresentati non sarebbero nient’altro che le indicazione per piazzare lo specchio rivelatore e poter così visualizzare i dipinti nascosti da Leonardo.

[oblo_image id=”3″]Ad esempio, applicando queste teorie sul disegno a tecnica mista su carta “La Vergine con sant’Anna, il Bambino e san Giovannino”, custodito presso la National Gallery di Londra, l’immagine che fuoriesce è quella di Jahveh, dio del vecchio testamento, indossante la corona vaticana. Un viso simile apparirebbe anche nel dipinto più famoso del mondo, “La Gioconda”, mentre l’immancabile Sacro Graal sarebbe ovviamente nascosto nell’affresco de “L’Ultima Cena”. Sempre secondo questa fondazione di studiosi la tecnica a specchio sarebbe stata usata anche da Michelangelo e Raffaello per le opere esposte in Vaticano.

Complotti, misteri e indizi, insomma, tutto ciò si adatta a pennello al genio di Leonardo.