L’editoria italiana piange Giorgio Mondadori

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Lutto nel mondo dell’editoria. Muore Giorgio Mondadori, celebre editore italiano, secondo dei quattro figli di Arnoldo, fondatore agli inizi del secolo scorso della storica casa editrice.

Mondadori si è spento ieri nel fiorentino all’età di 91 anni. Al momento della morte, si trovava ricoverato in una casa di cura di Figline Valdarno per cause patologiche legate all’età. A dare la notizia del decesso è stato un portavoce della casa editrice, il quale ha anche informato che i funerali si svolgeranno il prossimo 13 gennaio alle 10.30 presso la cappella del Cimitero Monumentale di Milano.

Giorgio Mondadori nasceva nel 1917 a Ostiglia, in provincia di Mantova. Designato suo successore dal padre, per otto anni dal 1968 è alla guida della Mondadori. Nel 1975 affida al famoso architetto brasiliano Oscar Niemeyer il compito di progettare la nuova sede di Segrate e sempre nello stesso anno partecipa alla riunione, tenuta nella sua villa di Sommacampagna, che segna la nascita del quotidiano La Repubblica. L’anno successivo è costretto ad abbandonare l’incarico di presidente della casa editrice e – come dirà lui – a non rimettere più piede a Segrate perché le sorelle Laura e Cristina, unendo le loro quote azionarie, lo mettono in minoranza.

Dopo aver venduto le azioni, nel 1980 fonda l’Editoriale Giorgio Mondadori tra le cui pubblicazioni si annoverano le celebri Bell’Italia, Bell’Europa, Gardenia e In viaggio. Conclusasi l’epoca d’oro, nel 1998 l’Editoriale viene venduto alla Cairo Communication per 30 miliardi di vecchie lire e Giorgio Mondadori esce definitivamente di scena.

Oggi con la sua morte, ereditiamo il valoroso esempio di un uomo che con inesauribile caparbietà e grande determinazione ha per certi versi segnato la storia dell’editoria italiana degli ultimi cinquant’anni.

Giorgio Mondadori lascia la moglie Nara e i figli Claudia, Nicolò e Paolo