Le pagelle dei protagonisti, serie A al bivio

0
4

[oblo_image id=”1″]DI NATALE 10: Mette d’accordo tutti. Non ha bisogno di raccomandazioni nè di far sentire il peso di una maglia importante per essere considerato uno dei punti fermi in attacco della nazionale di Lippi. 12 gol e un’infinità di arabeschi per suggellare la miglior stagione della carriera. PLEBISCITARIO.

NESTA & AMBROSINI 9: Si sono caricati il Milan cianotico di inizio stagione e lo hanno ricondotto agli antichi splendori. Perchè si può parlare quanto si vuole del 4-2 e fantasia inventato da Leonardo o stropicciarsi gli occhi per ogni starnuto di Ronaldinho, ma se non ci fossero loro a consolidare le fondamenta, l’intera l’archirtettura del Diavolo si sfalderebbe all’istante. INOSSIDABILI

SNEIJDER & MILITO 8: Tutta un’estate a chiedersi chi ci avesse guadagnato nello scambio Ibra-E’too, per poi scoprire che i nerazzurri hanno fatto l’affare con il Principito e con l’olandesino arrivato in extremis. Una volta si diceva che il Real Madrid regalava solo pacchi. L’Inter serberà gratitudine infinita alle merengues che hanno svenduto Samuel, Cambiasso e Milito. Se l’Inter è ancora regina, il merito è soprattutto loro. PROVVIDENZIALI

CASSANO & BALOTELLI 7: Accomunati dallo strano destino di dover sempre dividere. Meglio il barese nella prima fase, più continuo Supermario nell’ultima parte del girone d’andata. Fantantonio sembra essersi placato, uno screzio con i tifosi subito rientrato: per il resto ha fatto parlare il campo. Balotelli appare incapace di giocare senza litigare con il resto del mondo. Ma anche l’impressione che l’Italia non abbia mai avuto un attaccante del genere. FRAGILMENTE GENIALI

BUFFON 6: Una media tra il rendimento, voto 8, e le dichiarazioni post Milan (voto 4): “Dopo aver visto l’Inter col Siena, è giusto credere allo scudetto“. Così non si illudono neanche i bambini: prima di fantasticare il tricolore, sarebbe bene che la Juve tornasse a fare la Juve. E se lui vuole essere il leader, meglio smetterla con i sogni estivi. Siamo ampiamente fuori stagione. UTOPICO

DIEGO 5: Vorrei ma non posso. Ha qualità enormi, ma schiacciato dai paragoni con il passato e svilito dalla mancanza di gioco juventina, non ha ancora capito con chi dialogare in campo. Non è Platini, ma nemmeno Maiellaro (Boniek dixit): è giusto puntare ancora su di lui. Sperando che trovi l’ispirazione. IN CERCA D’IDENTITA’

LOTITO 4: E’ l’unico sconfitto dal caso Pandev. Un uomo contro: sconfessato dalla giustizia sportivo, contestato dai tifosi, mal sopportato dalla squadra e schernito dalla stampa. E intanto la Lazio naviga in acque agitate in attesa di un saldo timoniere. CALIMERO

FELIPE MELO 3:
Poco importa se ti consideri un regista, un semplice incontrista o un moderno mediano. Se giochi nella nazionale brasiliano non puoi permetterti lisci e svirgolate da calcio parrocchiale. Si svegli e giustifichi e i 25 milioni investiti per il suo cartellino. Non sono soldi buttati, ma deve convincersene anche lui. DESAPARECIDO

PROGETTO JUVE 2: Porta male solo parlarne. Atteso come Godot, misterioso come i gialli di Agatha Christie, incomprensibile come un codice a barre. Da 4 anni l’amministrateur, directeur, president Blanc parla di progetto chiaro ed univoco. In realtà sono cambiati 4 allenatori (e Ferrara non se la passa bene…), i componenti dell’organigramma societario e i giocatori che avrebbero dovuto costruire un nuovo ciclo vincente. Risultati? Siamo punto a capo. E se la soluzione fosse ammetterne il fallimento, facendo posto a qualcuno intenzionato a parlare meno e a fare i fatti? Per la Juve l’unico progetto è vincere. Il resto è aria fritta. SCIAGURATO