Le Ossessioni di un’anima inquieta.

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[oblo_image id=”1″]Galleria Toledo ore 22:30…benvenuti nella DARKROOM di lynchiana memoria, si accendono le luci e calano le tenebre: chitarre violentate, tamburi e timpani assaltati, voci squarciate, viola e tromba che si scambiano ruoli e suoni, basso lacerante, tutto si tramuta in un dolce inferno e il nostro Virgilio è lei: Carla Bozulich.

Ci prende per mano, ci accompagna in questo mondo parallelo, lo fa con camminate dai tacchi pesanti, con urla, con lamenti, con colpi duri sul petto, con un occhio nero, ci dona le inquietudini della sua anima e ci regala squarci di arte pura, inseguita, guidata, accarezzata dagli altri musicisti, dell’Orchestra delle Strade Perdute, con membri dei Godspeed You!Black Emperore e Black Ox Orkestar che con lei sul palco creano un tappeto sonoro che entra dentro e ti accompagna per molto tempo, tutta la notte, illuminata dal loro suono.

[oblo_image id=”3″]Ma veniamo alle presentazioni: Carla Bozulich è uno dei personaggi più controversi e travagliati della musica internazionale, segnata da prostituzione e droga, la sua carriera inizia con gli Ethyl Meatplow uno dei gruppi della tarda musica industriale di Los Angeles, che pubblicarono Happy Days, Sweetheart nel ’93, nel ’95 entra a far parte dei Geraldine Fibbers, con i quali pubblica due dischi a metà strada tra il noise e la progressive, ma è nel ’98 che l’incontro sentimentale e professionale con Nels Cline (già nei Wilco) la trasporta nella sperimentazione e nelle improvvisazioni che la fanno da padrone nel progetto/disco Scarnella, nel 2003 arriva la svolta solista con l’ interpretazione dei classici del country di Willie Nelson, nel disco: Red Headed Stranger, per poi arrivare ai giorni nostri con la pubblicazione dell’ultimo album Evangelista, nel quale fonde tutta la sua esperienza e la mette al servizio di un blues non blues di un noise non noise di un suono non suono, di un mondo estraniante ed ossessivo nel quale ci si perde dalle prime note di “evangelista I” cadenzata da campane distorte e da una voce che ci sussurra il proprio dolore e ci si ritrova con l’ultima canzone “evangelista II”, ridestati da rumori non rumori da una canzone non canzone.

[oblo_image id=”2″]Proprio il dolce incubo sonoro di “Evangelista” che l’artista americana regala al pubblico presente alla Galleria Toledo, in apertura della III edizione di obSESSIONS la prolifera ed eccelsa creatura della Wakeupandream di Marco Stangherlin che da tre anni propone quanto di più qualitativo ed alternativo ci sia nel panorama musicale internazionale.

Il live scorre, si rallenta, si dilata,lei parla al pubblico, racconta le sue emozioni, le trasmette alla platea, racconta di un pugno avuto nell’occhi destro a Parigi, si agita, si contorce, accarezza la chitarra per poi schiaffeggiarla, canta con o senza microfono, ci urla la sua essenza, quasi a volerla donare ad ognuno dei presenti, le canzoni presenti su “Evangelista” vengono eseguite in modo maestrale, il pubblico è ammutolito, è attonito, alla fine di ogni brano ha quasi ha paura di applaudire per non interrompere la magia del momento, poi Carla Bozulich decide che è ora di andare, ma prima ci regala un’ultima emozione, una cover di Marianne Faithfull: “Time Square”…ci saluta, ci dona il suo cuore, ci guarda ad uno ad uno negli occhi…il pubblico la ringrazia con un calorosissimo applauso…

…fine delle trasmissioni…la DARKROOM è dentro ognuno dei presenti…

www.myspace.com/carlabozulich
www.wakeupandream.net
www.galleriatoledo.org