martedì, Gennaio 19, 2021
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Lavorare all’Olivetti, nei ricordi di 25 uomini

[oblo_image id=”1″]Venticinque interviste ai personaggi che hanno contribuito alla realizzazione del successo imprenditoriale della Olivetti, raccolte in un libro della Bruno Mondadori. Per ripercorrere l’evoluzione dell’azienda nel cruciale passaggio dalla meccanica all’elettronica (1948-1978), fino alla crisi della seconda metà degli anni Ottanta.

Testimonianze di autorevoli protagonisti aziendali. Tutte ben raccontate, con interessanti particolari di storia vissuta. Senza dimenticare le coraggiose posizioni assunte, quasi a determinare una vera e propria strategia d’impresa. Nel libro “Uomini e lavoro alla Olivetti” a cura di Francesco Novara, Renato Rozzi e Roberta Garruccio, edito dalla Bruno Mondadori Editore, con postfazione di Giulio Sapelli, è minuziosamente ricostruita la storia della grande multinazionale italiana.

Nelle venticinque interviste ai personaggi che hanno contribuito alla realizzazione del successo imprenditoriale della Olivetti, vengono raccontate le loro storie di vita, le fatiche affrontate, le difficili scelte intraprese. Con un solo obiettivo: ripercorrere tutta l’evoluzione subita dall’azienda nel cruciale e lungo passaggio dalla meccanica all’elettronica (1948-1978), fino alla crisi della seconda metà degli anni Ottanta.

Sono 640 pagine suddivise in sette capitoli che esplorano diversi aspetti dell’esperienza targata Olivetti: le relazioni aziendali e le relazioni sindacali, sottolineandone l’inedito rapporto che ha distinto la vita alla Olivetti; la produzione, la Ricerca & Sviluppo, i servizi commerciali, l’Alta Direzione e i servizi culturali e sociali.

Tutti protagonisti indiscussi della scena economica, appartenenti a un tipico mondo industriale italiano, fortemente caratterizzato da un modello di azienda che ha contraddistinto l’Italia. Sono Dionisio Albertin, Giovanni Avonto, Adriano Bellotto, Alberto Berghino, Pier Carlo Bottino, Giuliano Bracco, Umberto Chapperon, Nicola Colangelo, Cleto Cossavella, Ottorino Feltrami, Gianfranco Ferlito, Gastone Garziera, Alberto Gobbi, Alessandro Graciotti, Umberto Gribaudo, Fiorenzo Grijuela, Massimo Levi, Cornelia Lombardo, Giovanni Maggio, Ettore Morezzi, Giannorio Neri, Luigi Pescarmona, Sandro Sartor, Mario Torta, Giovanni Truant.

Le storie raccolte nel libro sottolineano un significativo aspetto imprenditoriale: il lavoro in azienda era sostanzialmente impegnato a progettare, costruire e proporre, con ambizioni di eccellenza, prodotti di utilità reale, senza trascurare le qualità più strettamente legate ai valori e alla dignità degli uomini che costituivano l’impresa.

Il libro evoca in modo chiaro, con una attenta ricostruzione aziendale, quel forte senso che queste persone hanno trovato nel lavoro e nella disciplina del lavoro industriale. Sono tutti aspetti peculiari ma di forte significato umanistico che hanno caratterizzato la grande stagione della Olivetti. E’ bene ricordare che la multinazionale, durante il Novecento, si è inserita in diversi mercati internazionali subendo molte trasformazioni: dalla meccanica di precisione, settore da cui prende avvio la ricerca nel 1908, all’elettromeccanica, tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta; dall’elettronica all’informatica, tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta; dalla tecnologia dell’informazione a quella delle telecomunicazioni, tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta.

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