L’amore ai tempi del colera. Anche Marquez al cinema

0
7

Ai tempi del colera era frequente confondere i sintomi di una qualunque patologia con quel “terribile abbraccio più imprevedibile della guerra che ti prende, poi ti molla e poi ti riprende”. Florentino Ariza è malato, ma non di colera, è malato d’amore, un male che non lo abbandona mai, che gli toglie le forze ma allo stesso tempo gli da sostentamento. Fermina Daza è diventata la sua unica ragione di vita, in una Cartagena messa in ginocchio dal colera dove le barche sventolano le bandiere gialle simbolo del contagio, dove la gente vive la quotidianità con paura e diffidenza, dove un ricco medico cerca di debellare questa epidemia con le sue cure e incontra gli occhi di Fermina. Un giovane telegrafista come Florentino nulla può contro un uomo ricco e potente come il medico che riesce a sposare Fermina facendole trascorrere una vita agiata, stabile e tranquilla. Burrascosi e tormentati sono invece i cinquant’anni che attendono Florentino, che conoscerà centinaia di donne, ma mai ne amerà alcuna, perchè la sua promessa rimane per Fermina: aspetterà per tutta la vita l’occasione di poterla amare. La vita concederà a Florentino questa occasione, passati i settant’anni i due si incontreranno, si ameranno come mai avevano potuto fare prima, rendendo immortale un sentimento nato proprio in prossimità della morte.

Come ogni pellicola nata dalle pagine di un libro, il confronto non è mai forse del tutto corretto; paragonare due mezzi espressivi così differenti e pretendere che regalino le stesse emozioni è artisticamente banale. Certo, un film girato interamente in Colombia avrebbe potuto raccontare qualcosa in più di quella terra, indagando in modo più approfondito i suoi segreti, regalando scorci invece negati e facendo assaporare i colori e gli odori di una terra lontana.

[oblo_image id=”1″]L’intera vicenda si regge sul volto e le incantevoli movenze di Javier Bardem, un autentico rapitore di anime, che dimostra un talento davvero fuori dal comune, mentre rimane un po’ in ombra Giovanna Mezzogiorno: ci si accorge di lei più per il trucco che la invecchia sapientemente, che per la sua recitazione.

Un film dai toni tiepidi, privo di passioni logoranti, con un racconto che rispetta sacralmente le pagine di un romanzo che ha segnato una generazione, ma che poco sfrutta le potenzialità di un cinema d’autore, forse meno commerciale, ma che regala emozioni autentiche.

Regia: Mike Newell
Con Javier Bardem, Giovanna Mezzogiorno, Benjamin Bratt, Catalina Sandino Moreno Genere: Drammatico
Produzione USA 2007