La struggente poesia delle periferie urbane

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[oblo_image id=”1″]La figura di Gabriele Basilico è indissolubilmente legata alla città di Milano. Qui l’artista nasce nel 1944 e qui trascorre gli anni della formazione, nella Milano pasciuta del secondo dopoguerra, allora tra i principali motori della ricostruzione industriale e culturale del Paese; la Milano degli operai, dell’assalto demografico, dei casermoni e delle fabbriche, che da un lato, con le sue avveniristiche strutture, si ergeva superba a mò di esempio per quanti, in quegli anni, discutevano di utopia urbanistica, mentre dall’altro ne negava la realizzazione relegando nella desolazione razionalista dei quartieri-dormitori le famiglie di immigrati e lavoratori. Di pari passo alla ricostruzione, difatti, talvolta si è visto arrivare anche il degrado e il senso di abbandono, di anonimia, che a Milano così come in qualsiasi altra grande città, del resto, colpisce chi questi quartieri li abita, chi li vive ogni giorno dal di dentro senza saper guardare fuori.

Basilico deve esserne rimasto intimamente affascinato o turbato, perché il suo lavoro oggi è esclusivamente legato al paesaggio industriale e urbano, con una particolare attenzione nei confronti del tema dell’identità della città tra preesistenza storica e sviluppo contemporaneo, tra distruzione bellica e ricostruzione postbellica. Laureatosi in Architettura nel 1973 presso il Politecnico di Milano, per raccontare questo fenomeno decide di servirsi della fotografia, fino a diventare uno dei più noti fotografi documentaristi europei. E’ proprio nella sua città natale che sperimenta per la prima quel metodo analitico che in seguito tornerà ad usare nelle altre città: con l’ampio reportage sulle aree industriali milanesi intitolato Ritratti di fabbriche, datato 1982, l’artista dichiara la sua mission e comincia il suo viaggio attraverso i paesaggi urbani d’Italia e del mondo.

[oblo_image id=”1″]Viaggio che lo porterà, verso la fine degli anni novanta, anche a Palermo, dove viene invitato per documentare i cambiamenti che investivano il capoluogo siciliano, il quale all’epoca cominciava ad entrare in quella fase di trasformazione e di restauro urbano che in parte continua tutt’ora; si erano aperti decine di cantieri, le abitazioni e i palazzi storici venivano finalmente ristrutturati, interi quartieri colpiti dai bombardamenti e fin lì lasciati al degrado cominciavano a cambiare aspetto, diventando sempre più luogo di stratificazione di elementi tra moderno e antico. Anche qui il progresso rappresentato dalla ricostruzione ha portato con sé l’effetto collaterale della disgregazione del territorio e della collettività, segnando talvolta il tramonto delle piazze e dei mercati storici, e cambiando radicalmente il “carattere” di interi quartieri.

La Palermo immortalata da Basilico è ancora la Palermo delle case dirupate, dei monumenti in stato di abbandono, degli alti palazzi di cemento che circondano, imprigionandole, vecchie chiesette dalle facciate fatiscenti. Una città che, dice l’artista, << (…) ha il benessere e la malattia che si accompagna alla bellezza struggente legata al passato (…). Come altre città del Sud è zeppa di cose che non riescono più a stare insieme, che tendono a smembrarsi avvicinandosi ad un disfacimento che è il suo problema storico, ma anche la sua natura occulta e più affascinante >>.

Da quella indagine sul territorio vennero selezionate 37 foto, pubblicate in un catalogo ed esposte, nel 1998, in una mostra dal titolo Palermocittà; a distanza di dieci anni, alla luce dei progressi che si sono fatti in materia di riqualificazione urbana, e per non dimenticare che molto ancora c’è da fare, la Città di Palermo, all’interno dei locali dell’associazione PaLab, ospita una nuova Personale dedicata al fotografo meneghino dove è possibile rivedere quelle foto. La mostra è accompagnata dal libro Palermo andata e ritorno”, una sorta di confronto tra Basilico e Ferdinando Scianna, l’uno milanese in visita a Palermo, l’altro palermitano trapiantato a Milano, due fotografi molto diversi tra loro che qui discutono del mestiere di fotografo e delle loro rispettive città.

GABRIELE BASILICO, Palermocittà
Mostra fotografica accompagnata dalla pubblicazione
Palermo andata e ritorno”, a cura di Elisa Fulco
(con una conversazione di Gabriele Basilico e Ferdinando Scianna)
Edizioni Di passaggio

PaLab, via del fondaco, Palermo
Fino al 31 dicembre 2007
dalle ore 18 alle ore 24 (lunedì chiuso) – ingresso libero

Info: www.edizionidipassaggio.itwww.palab.it