La storia d’amore di Alex e Niki continua in “Scusa ma ti voglio sposare”

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[oblo_image id=”1″]“Squadra che vince non si cambia”: questo potrebbe essere un motto azzeccato per descrivere la modalità con cui è stato realizzato “Scusa ma ti voglio sposare”, sequel del fortunatissimo “Scusa ma ti chiamo amore” (€ 12.670.100 di incassi). Considerati gli ottimi risultati del primo film, infatti, Federico Moccia, la produttrice Rita Rusic e i vertici della casa di distribuzione Medusa sono stati concordi nel mantenere invariato sia il cast degli attori che quello tecnico.

La sceneggiatura, scritta perciò nuovamente a tre mani da Luca Infascelli, Chiara Barzini e Moccia in persona, riprende in pratica la storia da dove era stata interrotta, raccontandola senza scadere mai nella volgarità e facendo sì che possa interessare un pubblico di qualsiasi età. Proprio perché i seguiti cinematografici spesso non sono all’altezza del primo capitolo, stavolta la fase di script è stata particolarmente curata, cercando di rendere lo svolgersi dei fatti il più avvincente possibile.

Al centro della trama, ovviamente, ritroviamo gli innamoratissimi protagonisti Alex (Raoul Bova) e Niki (Michela Quattrociocche), il cui rapporto di coppia però sarà messo duramente alla prova con l’avvicinarsi del loro matrimonio. A non essere sicura di essere pronta al grande passo sarà soprattutto la giovane ragazza: ella, fra l’altro, all’università troverà un nuovo ammiratore, l’affascinante Guido (interpretato da Andrea Montovoli, unica vera novità del cast). A complicare ancora di più la situazione, ci si metteranno anche le solite differenze di ceto sociale fra le famiglie degli sposi.

Dopo aver affrontato e superato tutte queste peripezie, insomma, nella parte finale della vicenda ritroveremo Alex e Niki molto più maturi, pronti ad iniziare una vita insieme.

Il cineasta e scrittore Federico Moccia ha dichiarato di essere particolarmente affezionato al personaggio di Niki. Per questo motivo, in “Amore 14” (altra sua pellicola dedicata ai quattordicenni), egli ha deciso di inserire addirittura una preview della scena in cui la bella diciottenne si prova con non molta convinzione l’abito da sposa.

Per quanto riguarda lo stile registico adottato, invece, sembra come se la macchina da presa riprenda il tutto senza farsi notare troppo e senza interrompere il corso degli eventi. Gli spezzoni nella città di Parigi, dove Alex rivolge a Niki la fatidica domanda, sono girati in maniera molto realistica, mentre il pubblico (in primis quello romano) intuisce facilmente che le scene del viaggio a Ibiza sono state girate in realtà sulla spiaggia di Capocotta (che, effettivamente, a guardarla sul grande schermo, non ha nulla da invidiare a quella iberica).

A fare da sottofondo musicale alla pellicola probabilmente più corale che Moccia abbia mai portato a termine finora, ci pensano le canzoni degli Zero Assoluto. La colonna sonora, disponibile su cd e in digitale, contiene 16 brani di cui 12 composti dal duo pop (fra cui i singoli “Non guardarmi così”, “Per dimenticare” e “Cos’è normale”) e 4 scelti da Matteo Maffucci, Thomas De Gasperi e dallo stesso Moccia cercando nel repertorio di diversi autori. Gli amanti dell’omonimo libro con l’isolotto roccioso di Moint Saint Michel in copertina (eletto a simbolo della storia) e le persone prossime all’altare sono avvisate: la visione della pellicola è strettamente consigliata rispettivamente per fare un raffronto con la versione cartacea e affinché possano rendersi conto di quali ostacoli li attendono!