Pubblicato il: 29 Maggio 2020

La rivoluzione dello streaming

Poche sono le tecnologie che, negli anni che sono stati caratterizzati dalla frenesia dei progressi in ambito tecnologico, hanno subito evoluzioni così macroscopiche come lo streaming. Evoluzioni che non solo hanno inciso sul profilo qualitativo, come ovvio e prevedibile, ma che soprattutto hanno reso possibile un’interazione dello streaming con i più diversi campi determinando esiti che, a posteriori, possono sicuramente essere considerati rivoluzionari. Se in linea generale si può dire che i maggiori cambiamenti si sono visti nell’ambito dell’intrattenimento, pur nelle sue infinite possibili declinazioni, non si può fare a meno di notare come tali cambiamenti siano stati talmente importanti da far perfino nascere vere e proprie nuove figure professionali.

Considerando lo streaming come la trasmissione di un flusso (stream, appunto) di dati, la prima grossa distinzione da fare in materia è relativa all’oggetto della trasmissione. A seconda del fatto che quest’ultima riguardi un file precedentemente caricato oppure avvenga in tempo reale, si parla di streaming on demand o di streaming live. L’aspetto che accomuna le due tipologie è costituito dalla tecnologia di compressione alla base, che si atteggia a vera e propria condizione di esistenza dello streaming. I contenuti oggetto di trasmissione, infatti, che siano ospitati su un server o che siano in diretta, subiscono una compressione indispensabile per poter essere agevolmente trasmessi, e vengono decompressi mano a mano che vengono ricevuti dal dispositivo che li riproduce. Le varie tecnologie di compressione sviluppate nel corso degli anni hanno permesso allo streaming su esse basate di evolversi di pari passo, mantenendo inalterata la sua capacità di incidere nei campi più disparati.

Lo streaming live è quello che ha determinato le evoluzioni più interessanti, e il testimone più significativo di queste evoluzioni è sicuramente Twitch. La nascita di quella che oggi è la piattaforma di live streaming per definizione è da ricondurre a Justin.tv, un progetto del 2007 attraverso il quale Justin Kan, uno dei cofondatori, trasmetteva la propria vita senza interruzioni attraverso una webcam installata su un cappellino. La storia di Justin.tv è una pietra miliare soprattutto per le criticità alle quali è andata incontro,  ma il concetto alla sua base ha determinato la nascita di Twitch.tv, inizialmente una sorta di “canale specializzato” nello streaming di videogiochi. Grazie alla sua fortissima specializzazione nell’offerta di contenuti live ha avuto un fortissimo impatto sul mondo degli eSports, spaziando dai simulatori sportivi alle competizioni pokeristiche, diventando la piattaforma di riferimento anche per alcuni eventi originali come il caso di Twitch Plays Pokemon, nel febbraio 2014. Definito dal suo ideatore un esperimento sociale, l’idea alla base era quella di completare Pokemon Red attraverso gli input generati dagli spettatori dello stream: gli esiti dell’esperimento sono tali da essere considerati un punto di svolta per Twitch. Fra gli altri campi, l’apporto dello streaming live è particolarmente significativo nella musica: a titolo di esempio, basti considerare come, a seguito dell’annullamento del concerto di San Patrizio, la band bostoniana dei Dropkick Murphys ha deciso di tenere ugualmente il concerto in live streaming registrando contatti su tutte le maggiori piattaforme social, o come si presti a iniziative di solidarietà.

La musica, insieme ai contenuti video, è fra i principali protagonisti invece dell’offerta generata dallo streaming on demand. I servizi nati e fioriti in questi anni sono numerosi, e fra i più noti basti pensare a Spotify per la musica o a Netflix, Amazon Prime Video o il più recente Disney+ per i contenuti video. Si tratta di servizi accomunati da un’offerta vasta, dal costo relativamente contenuto e divisibile fra un numero variabile di utenti o account, nonché dall’essere basati dalla trasmissione in streaming di contenuti accessibili tramite catalogo e conservati su server remoti. Anche in questo caso prendere a esempio un player del settore aiuta a comprendere le evoluzioni, e il miglior testimonial in tal senso è rappresentato da YouTube. Nato come sorta di social network per rendere possibile il caricamento e la condivisione di contenuti video personali, la piattaforma di Google ha di fatto permesso la nascita di nuove figure lavorative. YouTube ospita innumerevoli canali che, rispettando una tematicità ricorrente dei contenuti, hanno permesso ai loro proprietari di emergere e di costruire una vera e propria professione basata sulle potenzialità offerte dalla piattaforma e, più in generale, dalla tecnologia di streaming sulla quale questa si basa.

Le prospettive future, valutando le evoluzioni ripercorse e anche in considerazione dei decisi passi che si stanno compiendo verso il videogaming in streaming grazie a progetti come Stadia di Google, sembrano promettere nuovi importanti traguardi.

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