La nuova versione teatrale de “Le relazioni pericolose”

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[oblo_image id=”1″] Ora, facendo tali preziose esperienze, ha deciso di rivisitare Le relazioni pericolose, celebre romanzo di Christopher Hampton, fra l’altro già trasposto da diversi registi sul grande e piccolo schermo. Il suo adattamento non si discosta di molto dal testo originale, mentre la scenografia ha dovuto tener conto degli spazi limitati del Teatro Sala Uno di Roma, location dove lo spettacolo ha avuto luogo prima del periodo natalizio. Per trasportare il pubblico in un’atmosfera ottocentesca, perciò, hanno ricoperto un ruolo fondamentale i costumi realizzati da Bettina Bimbi. In particolar modo, sono dei veri capolavori di sartoria gli abiti creati per la Marchesa de Merteuil (interpretata da Cristina Nicolini), protagonista femminile della storia. Per distinguerli dagli indumenti destinati agli altri personaggi, sono stati scelti dei colori freddi, atti a sottolineare il carattere di ghiaccio e senza anima della nobildonna.
Ad assecondarla nel suo perverso gioco di intrighi ci pensa l’affascinante Visconte di Valmont (Francesco Mastrorilli), un uomo cinico, dissoluto e innamorato solo di se stesso, che
però nel corso del dramma avrà la possibilità di riscattarsi incontrando madame Tourvel (Sabrina Paravicini), per la quale comincerà a provare dei veri sentimenti. Il senso di corruzione che pervade tutta la trama và ad interessare anche i ruoli minori della storia: Cecile Volanges (Giselle Martino), per esempio, pur essendo stata educata in convento secondo severi principi, si farà influenzare dal potere seduttivo di Valmont. Stesso discorso per il Cavaliere Danceny (Enrico Gimelli), che cadrà nelle grinfie della manipolatrice marchesa, ma che riuscirà a salvarsi in extremis dalla dannazione eterna grazie ad un aiuto inaspettato offertogli dal Visconte di Valmont. La piece teatrale, insomma, sebbene sia ambientata in un’epoca lontana, affronta degli argomenti purtroppo ancora attuali. Probabilmente è a questo motivo che essa deve il proprio successo e la propria capacità di tenere viva l’attenzione degli spettatori fino alla chiusura del sipario.