La nostra Genova scenografia dell’ultimo film di Winterbottom

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[oblo_image id=”1″]Nell’ultimo film di Michael Winterbottom, la protagonista delle scene girate in esterni è Genova, una delle città portuali più importanti d’Italia. Dal punto di vista narrativo, in quest’opera essa rappresenta l’inizio di una nuova vita per Joe (Colin Firth) e le sue figlie Kelly (Willa Holland) e Mary (Perla Haney-Jardin). Il padre, infatti, dopo la tragica morte della moglie Marianne (Hope Davis) in un incidente stradale, decide di ricominciare tutto da capo in un’altra nazione, cercando di dare un taglio netto col passato.

Al regista è venuta l’idea di girare un film proprio qui in seguito ad una sua visita nel capoluogo ligure risalente ad alcuni anni prima. Dopo aver girato diverse pellicole in Medio Oriente, egli sentiva il bisogno di girarne una anche in Europa, che fosse però fresca ed originale rispetto ad altre storie drammatiche. Si è pensato allora di utilizzare personaggi ed attori americani calandoli in un ambiente italiano, ad eccezione di Colin Firth che è inglese sia nella finzione che nella realtà. Non a caso il suo Joe, a causa della propria nazionalità europea, è il membro della famiglia che riesce a integrarsi meglio nella nuova città. Le figlie, invece, sembrano spaesate mentre camminano nei cosiddetti “carruggi”, ovvero gli strettissimi vicoli genovesi nei quali è facile perdersi se non si è del posto. In particolar modo Kelly, la più grande delle due, cerca di evadere dall’ambito familiare e soprattutto dalla sorellina, visto che la ritiene responsabile della scomparsa della madre. Comincia quindi ad uscire con dei ragazzi italiani della sua età, scontrandosi spesso con il padre che, pur sentendosi ancora in apprensione per lei, non sa imporle delle regole concedendole alla fine troppi spazi di libertà. Quella che soffre più di tutti comunque è Mary la quale, sentendosi colpevole dell’accaduto, è perseguitata da incubi notturni e dalle apparizioni improvvise della mamma in veste di fantasma. Secondo Winterbottom, insomma, questo è un film sull’amore di un padre per le sue figlie e sul rapporto che lega le due sorelle. La scomparsa di Marianne, in pratica, si rivela solo un punto d’inizio dalla quale si dipanano nuovi conflitti e risoluzioni.

Colin Firth è stato ritenuto subito idoneo al ruolo proprio perché britannico “doc” e padre nella quotidianità, mentre più difficoltosa è stata la ricerca delle due giovani attrici. Per i ruoli della madre e dell’amica di famiglia Barbara (interpretato da Catherine Kenner), inoltre, ai provini si sono presentate tantissime candidate, probabilmente perché si sentivano vicine al ruolo di madre o a quello di chi desidera esserlo. Secondo il produttore Andrew Eaton, il fatto di aver avuto molte attrici di un certo calibro interessate alle due parti, è la prova dell’ottima qualità della sceneggiatura, scritta da Laurence Coriat in collaborazione con lo stesso Michael Winterbottom.

Il cineasta si è sempre distinto per il suo stile di ripresa. Per rendere più pronunciato il senso di realtà, sin dai suoi esordi alla fine degli anni 80 con varie fiction e documentari, egli si è avvalso di troupe ridotte incoraggiando gli attori ad improvvisare. Anche per Genova il direttore della fotografia Marcel Zyskind ha girato con la camera a mano e ogni cosa è stata definita sul momento. La luce naturale ha prevalso ogniqualvolta è stato possibile, permettendo così agli attori e alla macchina da presa di muoversi liberamente. Le scene girate all’aperto, considerati i bellissimi paesaggi liguri, sono senz’altro le più interessanti: il pubblico in sala si ritroverà così ad ammirare il verde del Parco di Portofino, la spiaggia dello scalo di Quinto o gli antichi palazzi del centro storico di Genova. Il film di conseguenza costituisce una prestigiosa vetrina internazionale per il nostro Paese e un’occasione da non sottovalutare per la promozione turistica di questa suggestiva zona del Nord Italia. Ne è convinto lo stesso Assessorato al Turismo della Regione Liguria, che è stato ben lieto di sostenere la campagna di lancio dell’opera cinematografica, insieme a “Genova Liguria Film Commission” e all’Agenzia regionale di promozione turistica “In Liguria”.