Italia Langobardorum: il ritorno dei Longobardi

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[oblo_image id=”2″]La Langobardia maior e la Langobardia minor nuovamente riunite come sotto il regno di Astolfo? A sentire i proclami attorno al progetto Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto sembrerebbe proprio di sí! Mercoledí 9 gennaio è stato infatti firmato il piano di gestione di un ambizioso programma che prevede il riconoscimento, da parte dell’UNESCO, del valore artistico di quelli che sono considerati i maggiori centri longobardi in Italia. Il piano sarà presentato agli organi competenti soltanto il mese prossimo, ma l’ottimismo impera tra le fila italiane: «Sicuramente l’Unesco approverà la candidatura» (Mazzonis); «Una candidatura innovativa, un progetto che farà scuola» (Rutelli), sono solo alcuni degli echi che provengono dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Insomma, pare proprio che questa volta non ci sia spazio per scaramanzie e scongiuri vari…

[oblo_image id=”3″]D’altra parte, l’importanza e la ricchezza artistico-culturale dei siti proposti per questa prima tranche del progetto (che potrebbe essere allargata ad altri Paesi) non lascerebbe spazio ad alcun dubbio: viaggiando dalla nordica Lombardia fino alle spiagge foggiane si possono infatti incontrare meraviglie architettoniche del calibro, anzitutto, della Chiesa di Santa Maria Foris Portas a Castelseprio (nota soprattutto per i suoi affreschi interni), del Monastero di San Salvatore a Brescia, e del Tempietto a Cividale del Friuli. Ma i Longobardi non erano solamente i signori del Settentrione: sotto l’egida longobarda si trovava anche il territorio umbro, nel quale ora possiamo ammirare il Tempietto sul Clitunno a Campello e la Basilica di San Salvatore a Spoleto, mentre la Chiesa di Santa Sofia a Benevento e il Santuario micaelico di Monte Sant’Angelo completano la lista delle opere da sottoporre al giudizio europeo.

Ed è proprio la disomogeneità territoriale che rende unico questo progetto, «perché mette insieme territori distanti tra loro incrociando la Lombardia con il Mezzogiorno. Una candidatura che risponde alla nostra idea di uscire dal turismo tradizionale che guarda senza vedere e che ignora la straordinaria stratificazione culturale e storica del nostro Paese» (Rutelli).

[oblo_image id=”1″]I tempi, peró, potrebbero essere alquanto lunghi: come già accennato, il “materiale” giungerà all’ambasciatore italiano presso l’UNESCO solamente nel prossimo mese, poi sarà avviata l’istruttoria con l‘International Council on Monuments and Sites, alla quale seguirà la prima valutazione del progetto. Se i risultati dell’ispezione estiva non fossero soddisfacenti, potrebbe addirittura essere necessaria una documentazione supplementare da consegnare entro gennaio 2009 ma, ad ogni modo, non sapremmo mai prima del luglio del 2009 se la candidatura verrà accettata o meno.