Io & Marley: il rapporto profondo tra un cane e il suo padrone

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[oblo_image id=”2″]Io & Marley, ovvero l’ultima fatica della Fox 2000 Pictures e della Regency Enterprises, non è semplicemente la storia di un cane. Ciò è stato sottolineato dallo stesso autore del romanzo autobiografico, da cui è stata tratta la trama del film: John Grogan, infatti, è riuscito a colpire milioni di lettori descrivendo non solo i disastri combinati da un agitatissimo e simpaticissimo labrador, ma anche la vita, i problemi e le evoluzioni della famiglia che lo ha adottato.

 

La vicenda, non a caso, ha inizio il giorno delle nozze di John (Owen Wilson) e Jenny (Jennifer Aniston) Grogan, quando insomma la giovane coppia ha già in mente dei progetti per il futuro ma non si sente ancora pronta ad avere dei figli. Il loro primo obiettivo, invece, è quello di trasferirsi in un posto più caldo e vitale: gli spettatori perciò vengono catapultati dai freddi paesaggi del Michigan alle spiagge sconfinate e alle ville con piscina della Florida meridionale, dove John trova lavoro presso la redazione del quotidiano Sun-Sentinel. Proprio qui il collega Sebastian (Eric Dane) gli consiglia di adottare un cucciolo, pensando erroneamente che fosse molto più facile comandare ed educare un cane che un bambino. I due sposini purtroppo dovranno presto ricredersi, avendo a che fare con un cane davvero irrefrenabile. A tal proposito, molto esilarante è l’episodio in cui Marley viene portato a una scuola di addestramento, tentativo che però si rivelerà inutile. Di conseguenza, anche la signora Kornblutt (Kathleen Turner), un’istruttrice dal piglio militaresco, dovrà rivedere la sua teoria secondo la quale “non esistono cani cattivi, ma solo cattivi proprietari di cani”. In questa sequenza, inoltre, fanno una breve comparsa i veri Grogan, che hanno potuto così rivivere in prima persona le disavventure raccontate nel loro libro. Nonostante gli alti e i bassi del matrimonio e i continui disastri combinati dallo scatenato quattrozampe, i due coniugi riescono a superare tutte le difficoltà affezionandosi tantissimo all’animale. Il secondo trasloco, stavolta in Pennsylvania, segna appunto la maturazione della famiglia: nel frattempo sono nati tre bambini e John capisce che è più portato a fare il cronista che il reporter come Sebastian, che prima invidiava un po’ per la sua spensierata vita da single e per la sua brillante carriera.

Lo stato di serenità raggiunto, però, viene bruscamente interrotto quando Marley, ormai vecchio, si ammala gravemente: per farlo soffrire il meno possibile, i padroni decidono quindi di sopprimerlo. La scena della sua morte è molto commovente, e ci fa capire che spesso è più doloroso dire addio alla propria bestiola che a un proprio simile, visto che raramente un essere umano ama incondizionatamente qualcuno come al contrario è solito fare un cane con chi lo accoglie.

 

Il personaggio di Marley è stato interpretato da ben 22 cani: poiché la pellicola non è stata girata in sequenza, un cucciolo impiegato per uno sketch cresceva troppo in fretta per poter essere riutilizzato di nuovo alcune settimane più tardi. È stato perciò necessario sostituirlo di volta in volta con altri “sosia” della stessa razza. Il regista (David Frankel) e il responsabile dell’addestramento (Mark Forbes) hanno dovuto addirittura tracciare una mappa per stabilire quale cane, e a quale età, fosse adatto per una determinata scena. Il lavoro sul set è stato comunque piacevole e divertente per tutto il cast e per l’intera troupe, grazie alla presenza massiccia di bambini, ragazzi, neonati, cuccioli e cani adulti. Il successo dell’opera cinematografica, già riscontrato negli Usa, è da attribuire infine all’immediato affiatamento tra i due interpreti principali: come ha dichiarato lo stesso Frankel, Owen Wilson e Jennifer Aniston “per ragioni imperscrutabili, insieme sprizzano scintille in modo speciale”.

 

Un film senza dubbio da non perdere per tutti i cinofili e per chi abbia convissuto, volente o nolente, con un cane.