Intervista esclusiva a Don Hugo Rosa: guru del fumetto

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[oblo_image id=”1″] 1. Don Rosa, cosa pensa dell’Italia? Mi piace molto: è una terra di gente che ama la cultura e l’arte. Mi rallegra che in questo paese come in Europa, ci sia grande affetto per il fumetto. Tra l’altro mio padre ha radici italiane anche se non mi ha mai insegnato la lingua.

2. Ha interrotto la sua attività di disegnatore? Si, ho dovuto smettere per problemi di salute, più precisamente agli occhi. 

3. Puo’ apparire possibile un suo ritorno alla Walt Disney qualora decidesse anche solo una collaborazione? E’ un’ipotesi impraticabile: pensavo che il sistema migliorasse e invece le crepe si sono fatte più profonde. Collaboro con Engmont con la tutela di copyright: per utilizzare i miei lavori la Disney dovrebbe avere il mio consenso: un’eventualità che non si verificherà…

4.Vedremo dei suoi fumetti a marchio Egmont anche in Italia? Lo escludo, la Disney è molto intransigente su questo punto.

5. Da che cosa e’ nata la sua passione per i paperi e come mai proprio la linea guida del grande Carl Barks? E’ stata una figura fondamentale per il mio percordo che ha sempre avuto l’ammirazione di tutti. Io ho aggiunto una punta di cinismo ma è innegabile la sua influenza sul mio lavoro.

6. Quale disegnatore italiano di paperi disneyani apprezza e puo’ ispirarsi a qualcuno di questi? Non conosco disegnatori del vostro Paese. Mi sono sempre ispirato alla scuola americana che è più caricaturale e affine al cartoon.

7. E’ gratificante sceneggiare e disegnare un sequel  ispirato ad un grande autore come Carl Barks? E’ stimolante ed è molto più difficile di quanto possa sembrare. Si tratta d studiare in profondità l’originale per coglierne ogni tratto in modo che poi il tutto si assembli perfettamente.

8. Ha mai pensato di riscrivere una sua storia? Assolutamente no. Sarebbe una grande offesa nei suoi confronti.

9. Dei sequel prestigiosi da Lei realizzati, come “la disfida del dollari” o il “ritorno a Xanadu”, quale e’ stata la modifica essenziale rispetto all’originale che le ha garantito il successo della storia? Nelle due storie ho mantenuto le stesse modalità che aveva scelto Carl, aggiungendo delle pericolosità per rileggere il contenuto e diversificarlo negli aspetti principali.

10. Se la Engmont sbarcasse in Italia in futuro, ispirandosi magari al formato della pubblicazione “Paperino d’Oro” e alla sua carta patinata lucida, per lei sarebbe un successo? Lo escludo nella maniera più categorica. Come dicevo prima, c’è sempre bisogno del permesso della Disney senza il quale non posso pubblicare in Italia.