Intervista ai Crawler, paladini del buon Heavy Metal made in Italy

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Conosciamo grazie a quest’ intervista una Heavy Metal band di Crema, loro sono i Crawler, fanno parte di questa formazione il cantante Claudio Cesari, il chitarrista Renato Fecit, l’ altro chitarrista Filippo Severgnini, il bassista Giovanni Martiniello  e il batterista Nicola Martiniello.. Risponde alle domande Claudio, il quale ringrazio per la sua disponibilità.

 

Come e quando nascono i Crawler, e da cosa deriva il vostro moniker?

I Crawler nascono ormai nel lontano 2001, con la voglia di suonare quello che più ci piaceva, l’Heavy Metal vecchia maniera, che in quegli anni era andato un po’ perso. Così abbiamo iniziato a suonare le cover più classiche di Iron Maiden, Manowar, Metallica, Judas Priest, Black Sabbath etc. e pian piano abbiamo aggiunto pezzi nostri agli show live. Questa si è rivelata una scelta azzeccata, sia per la crescita della Band che per l’apprezzamento del pubblico.

Il nome Crawler naturalmente deriva dalla canzone dei Judas Priest “Night Crawler” e lo abbiamo scelto, non per un significato particolare, ma perché risultava molto accattivante.

 

Parlatemi del vostro sound e quali sono state le band che vi hanno ispirato maggiormente?

Penso che all’inizio cercassimo di creare un sound che rispecchiasse molto quello delle bands che ci hanno sempre influenzato. Successivamente invece anche in fase compositiva, ha cominciato a prendere forma il Crawler sound vero e proprio, che comunque è in continua evoluzione.

 

In che modo si è evoluto il vostro sound nel corso degli anni?

L’evoluzione più marcata direi che l’abbiamo avuta con l’ingresso del chitarrista Filippo Severgnini, che ha portato nuove e più moderne idee in fase di composizione.

E’ sempre così, quando entra un nuovo elemento porta all’interno della band le sue influenze e i suoi gusti. Il fatto davvero positivo è stato che le nuove idee di Filippo si sono fuse perfettamente nel nostro stile ed hanno dato nuova freschezza alla nostra musica.

Altri importanti fattori che hanno contribuito all’evoluzione del nostro sound sono stati: la nostra crescita musicale sia a livello individuale che a livello di Band nel suo complesso e l’affiatamento nella composizione che non è stato affatto facile raggiungere.

 

Chi si occupa della creazione e stesura dei testi, e quali argomentazioni trattate?

A parte il testo di “Knight of the Word” che è stato scritto da Filippo e tratto dalla trilogia di Terry Brooks “Il verbo e il vuoto”, i testi li ho scritti io. Ho tratto ispirazione dai fumetti della Bonelli, infatti “Undeads” è ispirata a Dylan Dog, “Burst” a Brendon, “Masters of the Night” a Dampyr. In seguito mi sono fatto ispirare anche da film quali “Nightmare” e “Il Re Scorpione”. La canzone “Crawler” invece, è nata come inno al genere metal. Con questo testo volevamo mettere a tacere tutte quelle persone che ancora credono che il Metal sia casino o sia legato per forza al satanismo. Il testo di  “Angels in paradise”, invece, è dedicato a dei cari amici scomparsi. Molti dei testi che ho scritto, comunque, sono frutto della mia fantasia.

 

Nel 2009, avete avuto un’ importante collaborazione col regista di film horror, Christian Arioli, ci raccontate di quest’ esperienza?

Essendo io un appassionato di film horror, ritengo che non avremmo potuto scegliere persona migliore. E’ stata una bellissima esperienza per tutta la band e Christian si è dimostrato un gran professionista con le idee molto chiare. In effetti  il nostro video sembra più un cortometraggio horror anni ‘80 che un videoclip vero e proprio. Questa scelta si discosta un po’ da quella che fanno molte altre band. Infatti generalmente, nella realizzazione del videoclip, si tende a seguire la moda del momento, con il risultato che molti lavori tendono ad assomigliarsi e raramente si vedono idee nuove.

 

 

Rispetto al passato, come sono i Crawler oggi?

Se intendi “come sono” a livello di motivazione e determinazione, posso risponderti che non sono mai cambiati. Anzi, qualsiasi nuova esperienza che abbiamo vissuto insieme ci ha resi più forti, più combattivi e determinati.

 

Parliamo della vostra ultima creatura, intitolata ‘Knight of the word’, la quale oltre ad essere un ottimo prodotto, vanta di una collaborazione di un certo spessore, potete presentarcela?

 

Grazie Ilaria. Dopo essere stati contattati dal produttore americano Beau Hill (già produttore di Alice Cooper, Europe, Winger, Twisted Sister, Ratt, Warrant etc.),  la nostra idea era quella di lanciare un singolo prodotto da lui per ottenere l’attenzione delle etichette discografiche e poter firmare un contratto con un’etichetta seria. Tuttavia, mentre ci stavamo preparando per l’uscita del singono, siamo venuti in contatto con molte labels, sia italiane che straniere, ed abbiamo avuto la possibilità di esaminare e valutare offerte differenti.

Una volta firmato il contratto con la SG Records (la nostra attuale etichetta discografica), abbiamo deciso di comune accordo di non pubblicare e promuovere soltanto il singolo, ma di incidere il nostro debut album. Direi che questa scelta è stata davvero la migliore.

Oltre alla collaborazione di Beau Hill, “Knight of the Word” vanta anche un’altra collaborazione di spessore, quella di Maor Appelbaum (Yngwie Malmsteen, Rob Halford, Roy Z, Therion, Lita Ford, etc). Infatti il mastering dell’intero album, a parte il singolo, è stato realizzato a Los Angeles, presso il Maor Appelbaum Mastering studio. Per la registrazione di tutte le canzoni contenute nell’album abbiamo scelto il TNT Recording Lab di Crema, un piccolo studio in grande espansione. Qui abbiamo trovato il proprietario Tommy Dell’Olio (chitarrista professionista, insegnate e produttore), che ha dato prova di grandissima professionalità ed ha contribuito in modo fondamentale alla produzione dei brani. Ci sentiamo di cuore di consigliare questo studio a tutti.

Una cosa che ci ha molto colpiti e che ci ha fatto un grandissimo piacere sono stati i complimenti che Beau Hill ci ha elargito. Infatti, quando ci ha contattato, ha espresso tutta la sua approvazione per la nostra musica (al tempo su MySpace aveva sentito il nostro EP autoprodotto) ed il desiderio di lavorare con noi. Concluso il lavoro su “Knight of the word” ci ha addirittura detto di essere stato molto onorato di aver lavorato con noi……in realtà però l’onore è tutto quanto nostro.

 

Nel corso di questi anni, vi siete esibiti sia in territorio nazionale e non, secondo voi quali sono state le esperienze più soddisfacenti?

 

Sicuramente le esperienze in Belgio del 2009 e del 2010 sono state straordinarie, sia per la gente che abbiamo avuto la fortuna di conoscere sia per il pubblico presente ai concerti.

In realtà sono stati davvero emozionanti anche il concerto con gli Haggard, all’ormai rimpianto Rolling Stone di Milano e quello con Pino Scotto, alla Festabikers.

Tuttavia per noi ogni singolo concerto è il concerto più importate a prescindere dal palco su cui ci stiamo esibendo o dalla gente presente. Per noi ogni live è come un “Rock in Rio” (quello degli Iron Maiden) e, per questo, ogni volta che saliamo sul palco diamo il massimo e la gente lo percepisce e si diverte con noi.

 

 

Una vostra considerazione sullo scenario metal italiano, attuale?

 

Direi che non è cambiato molto negli ultimi anni. Si fa sempre più fatica ad inserirsi sia nei locali per la musica dal vivo che a livello discografico. Questo, inoltre, è stato pesantemente accentuato dalla crisi economica che ha investito tutti i settori lavorativi. Sembrano ormai lontani quegli anni ’80 dove l’etichetta discografica lanciava un perfetto sconosciuto. Ormai nessuno investe più su niente e su nessuno.

Per questa ragione i locali live si orientano sempre di più sulle tribute band, accantonando troppe volte chi fa musica originale.

Inoltre, tra il pubblico più commerciale, ci sono ancora molti che pensano che il genere Metal sia sinonimo di frastuono e che sia legato a pratiche violente. Da qui appunto la scelta sul testo della canzone Crawler, come ti dicevo prima.

In questo periodo mi sto accorgendo che forse le nuove generazioni stanno cambiando un po’ questa  tendenza… Ma… Staremo a vedere!

 

Potete anticiparci qualcosa riguardo alle vostre collaborazioni e progetti futuri?

 

Siamo molto fieri di annunciare che il singolo “Knight of the Word” sarà presente sulla compilation di Rock Hard che potrete trovare in tutte le edicole dal 6 luglio.

Per quanto riguarda le nuove collaborazioni, ne abbiamo appena iniziata una con la “Eagle Booking Agency” e per la stagione autunnale si prospetta una dose massiccia di date. Che dire… Vi aspettiamo numerosi!

 

Una band che ha saputo col tempo affermare il proprio stile, ritengo che la musica sia un importante mezzo di comunicazione e di trasmissione, i Crawler ne sono una reale dimostrazione.

In questo album, non esistono cadute di stile, anzi spiccano grandi potenzialità, ben equilibrate le sonorità, chitarre che irrompono, una batteria dal ritmo serrato, che si addice alla perfezione, un sound, che con lo scorrere delle note, non perde mai di tono,e  le canzoni, dalla prima all’ ultima, mantengono la loro intensità, e nelle quali si fa spazio una voce davvero prorompente, interessanti  i testi, capaci di trasmettere tutto lo stile targato Crawler , se amate la buona musica ascoltateli, i Crawler vi colpiranno e  rimarrete decisamente affascinati e soddisfatti da questo sound tutto made in Italy.

Ringrazio tutti i Crawler per questa collaborazione e per la loro disponibilità.

  

Official video
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http://www.youtube.com/watch?v=zHamBuHh8YM

 

 Crawler Official Website
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www.thecrawler.it

 

Crawler Official Myspace Profile
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www.myspace.com/crawlerit

 

E-mail
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