Imprò®, il progetto maturo nell’improvvisazione teatrale

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Nato in Italia nel 2006, il format Imprò® si è diffuso in molte città italiane grazie all’Associazione Imprò Teatro, che assieme alle sedi locali affiliate, è riuscita a costruire una vera e propria community di improvvisatori, creativi ed artisti.

Riccione, Forlì, Bologna, Padova, Milano, Genova, Roma, Chianciano Terme, Ancona, Pesaro, Napoli, persino San Marino, sono solo alcune delle tante città, dove sono state aperte le scuole di formazione per apprendere l’arte di improvvisare senza alcun canovaccio.

L’improvvisazione – che vede la sua nascita da Aristofane fino alla Commedia dell’Arte – è giunta ai giorni nostri riscuotendo successo, grazie soprattutto ad attori italiani, quali Ettore Petrolini, Totò, Macario, Carlo Dapporto.

E’ una forma di teatro dove gli attori non seguono un copione definito, ma inventano lì per lì il testo, improvvisando, costruendo storie e siparietti teatrali, spesso con l’interazione più o meno marcata del pubblico. Caratterizzato da una forte componente comica, si è sempre più avvicinata alla tradizione popolare e al teatro dialettale, come nelle opere di Eduardo de Filippo.

A dargli un’impronta più giovanile e moderna fu il Match di Improvvisazione Teatrale, un particolare tipo di format, che si configura come un mix fra le tecniche dell’improvvisazione e le regole di un incontro sportivo, quale l’hockey su ghiaccio.  Nato in Canada nel 1977 a Montreal, dalla fantasia di due attori registi, Robert Gravel e Yvon Leduc, il Match arrivò in Italia attorno agli anni ’80, quando Franscesco Burroni lo esportò in patria.

Il successo fu rapido e il Match si diffuse a macchia d’olio in molte città. Ma il vero traguardo lo si ottenne nel 2006, con l’evoluzione del format a ciò che è oggi l’Imprò®.

Il progetto Imprò®, infatti, si è configurato subito come una maturazione artistica nel mondo dell’improvvisazione teatrale, capace non solo di portare in scena gag e storie comiche e divertenti, tipico del teatro popolare e del Match, ma di costruire rappresentazioni teatrali, che possano avere anche una loro poesia ed emozioni più profonde.

L’Associazione Imprò Teatro, infatti, nei suoi anni di attività ha ampliato sempre più gli schemi teatrali e le possibilità di sfruttare le potenzialità dell’improvvisazione, proponendo spettacoli e format diversi.

Imprò è così diventato un marchio e un terreno fertile per nuovi progetti sperimentali, al fine di sviluppare l’improvvisazione teatrale a 360°. Come una vera Factory creativa alla Andy Wharol, gli attori professionisti hanno dato vita a quello che è oggi la Long-Form, cioè una forma di spettacolo costituito da scene correlate fra loro da trama, personaggi o temi.

Il mondo di Lorenz, Nati Oggi, Harold, sono solo alcuni dei nomi più famosi di questo tipo di performance, la cui drammaturgia lascia lo spettatore completamente a bocca aperta, perché consapevole che ciò a cui sta assistendo è creato istante dopo istante davanti ai propri occhi.

Inoltre, la particolarità dell’immediatezza rende ogni spettacolo unico, una perla rara, perché improvvisato nell’attimo in cui accade.

In una società dove la riproducibilità dell’opera d’arte ha totalmente cambiato il rapporto tra artista e fruitore dell’arte – situazione già discussa negli anni ’30 dal filosofo Benjamin Walter nel suo saggio “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, ma che al giorno d’oggi è vissuta in maniera esponenziale a causa del mezzo Internet – l’improvvisazione teatrale si accerchia di un’aurea magica.

Le performance non sono collezionabili, non risaltano nei video amatoriali, ogni spettacolo è diverso l’uno dall’altro. Perciò non resta che vederli in diretta di fronte ad un palco, assaporando tutta la magia del teatro antico fuso alla cultura moderna, che crea storie creative e culturalmente buone, condite da citazioni cinematografiche, letterarie, artistiche, televisive e da tutto ciò che fa cultura.

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