Il ritorno record di Valentino: passione o… pressione?

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[oblo_image id=”1″]La soddisfazione poteva essere maggiore, ma per ora può bastare così. Dopo 43 giorni dall’incidente che gli ha provocato la frattura scomposta ed esposta di tibia e perone della gamba destra, ieri Valentino Rossi non solo è tornato in una gara ufficiale, ma è riuscito anche a finire quarto. E pensare che Stoner gli ha tolto la gioia del podio proprio all’ultima curva, dopo una battaglia durata praticamente per tutto il corso del Gran Premio. E pensare che all’inizio si era parlato di almeno due mesi di stop, se non addirittura di stagione finita. E invece il Fenomeno è tornato in sella a una moto dopo appena 32 giorni dall’incidente (avvenuto il 5 giugno, la prima uscita post-infortunio è invece del 7 luglio) e dopo altri 10 è tornato in una gara ufficiale correndo da protagonista e finendo solo un gradino sotto il podio. Se questo è l’inizio…

QUALE OBIETTIVO? – Che pensi ancora al mondiale? Mi sembra difficile sinceramente. I punti di distacco dal leader della classifica e suo compagno di scuderia, Jorge Lorenzo, sono ben 111. Dieci sono le gare che restano, più di metà mondiale in pratica, con il giro di boa che ci sarà proprio domenica prossima, 25 luglio, a Laguna Seca. Insomma, le gare e il tempo a disposizione per tentare il recupero ci sarebbero, ma ci sembra improbabile che da un momento all’altro Lorenzo disimpari a domare la sua M1 tanto da consentire un tale recupero. Ma perché allora Valentino ha fatto di tutto per rientrare il prima possibile se sa che conquistare il mondiale equivarrebbe quasi a vincere al superenalotto?

PERCHÉ COSÌ PRESTO? – E va bene le sue forti motivazioni e la sua voglia di tornare. La sua passione per la moto che lo far star male sul divano in veste di semplice spettatore. La sua voglia di dimostrare che anche dopo l’infortunio è e sarà sempre lui, che supererà anche questa nonostante la sua non più verdissima età faccia pensare a un calo di motivazioni. Ma sinceramente, dopo le sue dichiarazioni del giorno dopo l’incidente, ci è sembrata un po’ strana tutta questa fretta. Il 6 giugno infatti, Vale disse che “L’operazione è andata benissimo, … domani facciamo un’altra parte di operazione e poi bisognerà aspettare per cominciare la riabilitazione”, ma disse soprattutto che “l’importante è che potrò tornare al 100%”. Beh, non ci sembra che oggi come oggi Valentino sia al 100% considerando non solo i traumi dell’incidente di un mese fa, ma anche la sua spalla malandata per quella caduta in motocross prima dell’inizio della stagione. Il primo ad ammettere che non è al massimo è stato lui stesso quando dopo le prime sessioni di prove libere di venerdì ha confessato di provare dolore alla gamba destra, ma soprattutto ieri nel dopogara, quando ha detto di “non essere mai stato contento come oggi per un quarto posto”. Ma allora perché tutta questa fretta di tornare se non è al 100% e se comunque il mondiale è quasi un sogno?

ASCOLTI TV – Una cosa mi ha fatto riflettere in questi 40 giorni di assenza di Rossi dalle gare: il livello di ascolti televisivi del Motomondiale nel nostro paese con e senza Valentino in pista. La gara del Mugello, quella in cui Vale si è infortunato poco più di un mese fa, ha perso 2 milioni di spettatori nel confronto con quello dello scorso anno (6,8 milioni nel 2009, 4,8 quest’anno); rimanendo nell’ambito di questa stagione invece, lo stesso Gp del Mugello ha poi perso 1 milione di spettatori rispetto a quello precedente disputato a Le Mans in Francia, (5,8 milioni Le Mans, 4,8 Mugello); calo che diventa di 1,3 milioni se si confronta il Gp d’Italia con quello di Spagna a Jerez (sempre di quest’anno: 6,1 milioni per Jerez, 4,8 Mugello); ma a rimetterci di più è stato il Gp di Catalogna, quarta e ultima gara consecutiva senza Valentino in pista, che addirittura ha registrato un calo di 2,3 milioni di telespettatori rispetto all’edizione della passata stagione (6 milioni nel 2009, 3,7 nel 2010); infine, la cosa più sconcertante, è stato scoprire che Valentino pesa, da solo, il 10% di share. Sempre rimanendo in ambito 2010, le gare di Jerez della Frontera e Le Mans con il pesarese in pista erano state vista da circa 6 milioni di telespettatori, con uno share fra il 36 e il 38%, mentre quella di Silverstone (la seconda senza il fenomeno di Tavullia) è stata capace di incollare ai teleschermi solo 4,3 milioni di spettatori con uno share di poco meno del 27% nonostante l’ottimo secondo posto di un altro pilota italiano, Dovizioso, e il settimo di Simoncelli.

PRESSIONI DALL’ALTO? – Insomma, un calo di ascolti vertiginosi senza la presenza di Valentino in pista. Noi vogliamo sperare che la sua corsa a tornare quanto prima sia frutto solo della grande passione che nutre per questo sport. Ma siamo proprio sicuri che Vale non abbia ricevuto qualche pressione, e anche forte, da parte di qualcuno che con questo pesantissimo calo di seguito stava iniziando a perderci un po’ troppo sotto l’aspetto economico? E credete che qualche pressione sarebbe bastata per convincere Vale a una rischiosa corsa contro il tempo? O sarebbe servito qualcosa di più visto che cadendo di nuovo Vale rischierebbe seriamente di compromettere la sua carriera vista la sua non più verdissima età e la frattura scomposta ed esposta di tibia e perone rimediata poco più di un mese fa? Perché assumersi tutti questi rischi visto che ormai le possibilità di conquistare il mondiale sono molto poche? Solo pressioni o anche qualche “gratificazione” da parte di chi le ha, eventualmente, esercitate? Speriamo non ci sia nulla di tutto questo.