Il ritorno del noir passionale con “Sandrine nella pioggia”

0
3

[oblo_image id=”2″]Un po’ poliziesco, un po’ drammatico e un po’ romantico: si presenta come un intreccio fra questi tre generi l’ultima pellicola girata da Tonino Zangardi (Prendimi e portami via, Ma l’amore sì).

Entrando più nello specifico, le prime sequenze di Sandrine nella pioggia sono basate molto sull’action e sul mistery: viene rappresentata infatti una sparatoria per strada in pieno giorno, dove per sbaglio viene colpita a morte da un proiettile una giovane donna. Tale scena fa pensare in un primo momento al pubblico che la storia sia ambientata a Napoli, dove purtroppo episodi di questo tipo avvengono quasi quotidianamente. In realtà, invece, essa ha luogo a Mantova, della quale si intravede di tanto in tanto qualche scorcio architettonico, la zona periferica più industriale, nonché i paesaggi verdeggianti che la circondano. Proprio in un parco Leonardo (Adriano Giannini), il poliziotto che ha ucciso per errore la ragazza durante lo scontro a fuoco con dei malviventi, incontra una mattina la bellissima e misteriosa Sandrine (Sara Forestier). Ma ben presto si scoprirà che la loro conoscenza non è avvenuta per puro caso, poiché frutto di un piano prestabilito e spinto dalla voglia di vendetta…

Per non anticipare altro in merito alla trama, è possibile comunque affermare con certezza che si tratta di un’opera cinematografica che non ha come obiettivo quello di sbancare i botteghini, ma di appassionare soprattutto quel pubblico di nicchia che preferisce i film d’autore dai toni e dalle caratteristiche particolari. Il messaggio che emerge in maniera abbastanza chiara e diretta, poi, consiste nel potere devastante che spesso ha la passione sugli uomini, poiché è un sentimento talmente forte che è difficile da governare.

Sandrine nella pioggia, insomma, segna il ritorno sul grande schermo del noir passionale, in chiave ancora più erotica delle pellicole del passato appartenenti alla medesima categoria. Oltre alla coppia di attori protagonisti, ormai celebri nel settore soprattutto per alcune collaborazioni recenti che li ha portati al successo (Giannini con Gabriele Muccino per Baciami Ancora, e la Forestier per Le Nom des gens che le ha fatto vincere il Premio César 2011 come migliore attrice), svolgono un ruolo fondamentale anche gli interpreti dei personaggi secondari: Alessandro Haber e Monica Guerritore impersonano alla perfezione due malati psichici che si innamorano all’interno di una casa di cura, mentre Luca Lionello (il Giuda de La Passione di Cristo di Mel Gibson), incarna ancora una volta la parte dell’arrogante e del presuntuoso, ovvero un superiore del Dipartimento di Polizia dove lavora Leonardo.

Il film, quindi, sebbene non sia stato realizzato con l’uso di grandi mezzi, è riuscito molto bene grazie alla professionalità di un cast sia tecnico che artistico molto affiatato e con una certa esperienza alle spalle. L’uscita nelle sale è prevista per venerdì 20 aprile.