Il pagellone della settimane: colpi di genio e capricci

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GUTI 10: Mai visto niente di simile. L’assist di tacco che vale il 2-0 contro il Deportivo non appartiene al manuale del calcio, solo perchè chi l’ha redatto non poteva immaginare che con i piedi si potesse avere un’idea tanto sublime. Geniale

OKAKA 9: Altro giro, altra ruota e altro colpo di tacco da applausi. Doppi perchè segnati da un ragazzo con la valigia in mano alla partita di commiato dal pubblico dell’Olimpico. Un gol strepitoso che fa volare la Roma al secondo posto. E complimenti a Ranieri che per scardinare il Siena si è affidato a due baby. Addio con standing ovation.

BONUCCI 8: Se si mette anche a segnare, la sua candidatura per un grande club e per la nazionale diventa sempre più credibile. Centrale moderno con un’insolita – almeno per il nostro calcio – predisposizione a far ripartire la manovra con testa alta e piedi educati. Futuro azzurro.

RIISE 7: Un grande gol con un chirurgico sinistro al volo. E’ tornato quello dei tempi di Liverpool e come esterno in un 4-4-2 sa essere letale nelle proiezioni offensive. Firma reti decisive, parla poco e corre tanto. Non è poco. Moto perpetuo.

ZACCHERONI 6: D’incoraggiamento. La missione che gli è stata affidata è di quelle delicate. Deve dare un gioco ed un’anima alla squadra, anche se il gruppo sa che non rimarrà al termine del campionato. Un pò di equilibrio contro la Lazio si è visto. Ma non è bastato. Si è detto arcisicuro di arrivare tra le prime 4. Ottimista.

DE SILVESTRI 5: Si è smarrito. Era stato inserito nella lista dei 50 giovani più interessanti a livello mondiale. Ma prima nella Lazio e ora nella Fiorentina non torna più sugli standard di livello delle prime apparizioni. Desaparecido.

MILAN 4: Il problema non sta nel calendario nè nelle frecciate a distanza con l’Inter. Il vero guaio è che le alternative ai titolari lasciano il tempo che trovano. Huntelaar e i suoi 15 milioni non valgono un rimpiazzo adeguato per Borriello, Favalli a 38 anni non può essere l’alternativa a Nesta. Coperta corta.

LIVERANI 3: Uno della sua esperienza e della sua intelligenza calcistica non può lasciare la squadra in 10 vanificando una gagliarda rimonta contro un’avversario indemoniato. Avventato

CASSANO 2: Dicono che tornando negli spogliatoi a fine allenamento, canti. Magari se restasse in silenzio rifletterebbe sulle ragioni per cui è riuscito a rompere con tutti gli allenatori e in tutte le piazze in cui ha militato. Ha bloccato il passaggio alla Fiorentina, ma ha veramente voglia di riprendersi la Samp? E pensare che con il suo talento sarebbe potuto (potrebbe?!?) essere l’immagine da copertina del nostro calcio. Incorreggibile