II viaggio sentimentale di Vittorio Sgarbi

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[oblo_image id=”1″] E’ stato acclamato dal Presidente Ferrero come la vera attrazione del Salone e, aggiungo io, sentito calorosamente dagli amanti della prestigiosa kermesse torinese quasi come una festa natalizia all’interno del contenitore culturale piu’ importante di tutto il Salone. Saltati i preamboli dei commenti “affettuosi “ verso i suoi soliti antagonisti (per la verita’  sempre di piu’)  eccolo finalmente introdurci la sua lectio magistralis sulla sua ultima realizzazione letteraria: VIAGGIO SENTIMENTALE NELL’ITALIA DEI DESIDERI edito da Bompiani e presentato ufficialmente come un viaggio ideologico e sempre affascinante nell’Italia piu’ bella ma pur sempre problematica.“Solo il sentimento della continua bellezza potrà esserti di guida.” “Non leggerete in questo libro di particolari teorie sulla tutela dell’arte, ma della consapevolezza piena dei nostri tesori che troppo spesso sono guardati con insufficiente importanza, anche nei luoghi più piccoli. Quasi ogni due chilometri, infatti, girando l’Italia, è possibile ammirare, perfino nei luoghi apparentemente più degradati, spettacoli meravigliosi. Ed è questa quantità di cose misconosciute che rappresenta il percorso dell’Italia dei desideri che è proprio, come dice il concetto, il paese che uno vorrebbe sperare ci fosse. E che c’è, se hai la pazienza di scoprirlo. E che una volta scoperto ti fa trovare qualcosa che va oltre il tuo stesso desiderio. Nell’infinità delle bellezze italiane, allora, lasciati guidare dal senso di incompletezza che ogni tuo viaggio in Italia dovrà affrontare, tali e tanto vaste sono le sue meravigliose opere. Solo il sentimento della continua bellezza potrà esserti di guida in quello che non potrai desiderare di vedere in una vita. Tanto breve il nostro tempo, tanto magnifica la nostra terra.” Il nostro viaggio culturale iniziera’ da Bolzano e terminera’ a Ragusa, e gia’ sorgono piccoli e grandi interrogativi: nella citta’ altoatesina (o sudtirolese come si voglia chiamare) oggetto del contendere da piu’ di trent’anni e’ la rinomata Piazza della Vittoria con il monumento fatto erigere da Mussolini per celebrare la vittoria nella Grande Guerra. Come da copione, la minoranza di stirpe germanica si batte quasi ferocemente per la sua rimozione e per il cambio di denominazione dell’area su cui sorge (Piazza della Pace) a tal punto da boicottare e portare disturbo a tutte le azioni  parlamentari e diplomatiche: ultima azione di disturbo la mancata partecipazione ai festeggiamenti del cento cinquantenario dell’unita’ italiana con la scusante di non sentirsi italiani e di rivendicare l’italianizzazione forzata mentre si dimentica che tale territorio e’ appartenuto per secoli al Sacro Romano Impero! A parte il fatto di rinnegare il proprio status di regione autonoma dentro i confini italiani (forse il migliore nel mondo), questi separatisti sono davvero da paragonare ai Talebani (che dieci anni fa, dopo il mutato atteggiamento degli Stati Uniti nei loro confronti, portò l’O.N.U. a dichiarare l’adozione di sanzioni contro l’Afghanistan, rese operative dalla risoluzione 1333 del 19 gennaio 2001 e che ebbero come conseguenza l’inasprimento dei Talebani che nel marzo dello stesso anno distrussero i Buddha di Bamiyan). Evidentemente tali separatisti non sanno che i monumenti sono simboli di epoche e vanno rispettati sia nella vittoria che nella sconfitta, per questo il monumento di Piazza della Vittoria deve rimanene al suo posto e non in un impolverato museo! Alla fine del nostro viaggio arriveremo nella meravigliosa Sicilia, denominata “la madre d’Italia” con Garibaldi padre, che dopo essere sbarcato a Marsala insigni’ Salemi del titolo di “prima capitale italiana del sogno” differentemente da Torino Firenze e Roma qui si fece nascere il sogno ideologico della nazione italiana perche’ i problemi erano maggiori e addirittura ritenuti insolubili, evidentemente senza l’intervento dell’Eroe dei Due Mondi. Venendo ai problemi attuali che riveste il territorio siciliano emerge quello famoso, quasi secolare, del ponte sullo Stretto, che alla fine rivestirebbe un significato di aver “copiato spudoratamente” dal ponte newyorkese di Brookling o a quello altrettanto famoso di San Francisco, dimenticandoci che noi siamo italiani, famosi per l’originalita’, e come tali non copiamo e non utilizziamo simboli da nessuno, semmai ne creiamo uno nuovo! Questo nostro viaggio continuera’ per tutta la sua durata per le meraviglie del nostro Paese; chiudendo vorrei soffermarmi sui simpatici versi pronunciati (dopo naturalmente aver ricordato a piu’ riprese la sua amatissima Luisa del Carretto):  “dici che ti piacciono le rose e dimmi perche’ tagli loro il gambo … dici che ti piace il pesce e dimmi allora perche’ lo mangi … non oso immaginare cosa succedera’ se dici che mi ami …”. Arrivederci allora al prossimo anno anche se lui dice che non ci sara’ (come chiaramente detto al Presidente Ferrero) ma noi siamo sicuri del contrario perche’, con il venticinquesimo anniversario del Salone sara’ d’obbligo una qualsiasi polemica pur minima che sia, per non rimpicciolire il suo modus vivendi, il fenomeno Vittorio Sgarbi.