I paesaggi naturalistici di Guido Botta

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[oblo_image id=”2″]Guido Botta muove i primi passi significativinegli anni ’50 presso lo studio del pittore Cesare Maggi, del quale è stato unallievo fedele e disciplinato. Una grande influenza nella definizione delproprio stile, poi, è stata determinata dalla frequenza di un corso diacquerello, tenuto a Salisburgo nel 1960 dal maestro Oscar Kokoschka. Inseguito, assieme ad alcuni colleghi alessandrini, egli decide di costituire ilgruppo “Pellizza da Volpedo” allo scopo di affermare maggiormente la suaprofessionalità. Botta comincia così ad ottenere favorevoli note di critica sugiornali e riviste di prestigio. Negli ultimi anni, inoltre, sono stateallestite numerose personali in gallerie pubbliche e private ad Alessandria,Valenza, Cherasco, Calamandrana e Mombaruzzo.

La mostra svoltasi presso ilCircolo Ufficiali Forze Armate d’Italia di Roma, è una delle prime rassegnemonografiche sull’artista organizzate fuori dalla sua regione d’origine. Essa,infatti, si prefigge di valorizzare e divulgare il più possibile tali lavori.L’evento, fra l’altro, si è tenuto pure all’insegna della beneficienza, dalmomento che il ricavato delle tele vendute sarà devoluto a favore del programmadi Terapia Intensiva Neonatale, portato avanti da un ospedale di Alessandria.Le 32 opere prestate per l’occasione sono tutte dei paesaggi, ad esclusionedell’autoritratto dello stesso Botta che apre il percorso espositivo. Le vedutein pratica rappresentano soprattutto le zone del Monferrato e delle Langhe in differentistagioni dell’anno, attraverso un tratto delicato e una visioneimpressionistica. [oblo_image id=”1″]

Per maggiori informazioni, contattare direttamente l’Associazione Culturale Guido Botta (tel/fax 0131/262980; www.guidobotta.it).