martedì, Gennaio 19, 2021
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Highlord: una band storica con ancora molto da dire

[oblo_image id=”2″] Ripercorriamo, grazie a quest’ intervista, la storia e il percorso di una storica Power metal band italiana, loro sono gli HIGHLORD.

Gli HIGHLORD di ieri, come e quando prende vita il vostro progetto?
Sted: dunque, gli Highlord si sono formati formalmente nel 1996. All’epoca non avevamo ancora un nome o un’idea precisa di quello che avremmo fatto, ma ci trovavamo in sala per suonare delle cover e tentavamo di comporre qualche canzone nostra. Abbiamo completato la prima formazione nel 1997 e un anno dopo abbiamo inciso un nastro: hehe, sì! All’epoca ancora il CD non era il supporto audio standard come oggi. Grazie a quella demo-tape, siamo entrati in contatto con la Northwind Records e da lì, abbiamo iniziato a pubblicare dischi. In questi quindici anni circa, abbiamo cambiato diverse label, non sempre per il meglio, ed abbiamo sfornato sei full lenght cd, l’ultimo dei quali è “The Death of the Artists” per Scarlet Records. Oggi, la line-up è nuovamente cambiata e stiamo iniziando a lavorare a materiale nuovo. Siamo cambiati noi… siamo più vecchi, più consapevoli e disillusi, ma la voglia di suonare e l’amore per la musica, è lo stesso di allora.

Grazie al vostro eccellente sound, vi siete affermati come le più rappresentative Power Metal band italiane, cosa significa ciò per voi?
Sted: sicuramente una tale definizione ci rende orgogliosi. Cerchiamo sempre di dare il meglio quando proponiamo un album nuovo o sul palco, ahimè, non sempre questo viene apprezzato, ma insomma l’intenzione c’è!
Sarebbe bello che le band italiane ricevessero più supporto in patria…. siamo spesso snobbati o relegati in secondo piano, ma questo non ci ha mai fermati! Noi continuiamo a testa alta e non ci facciamo spaventare. Arrendersi sarebbe facile e forse anche sensato, ma la musica è troppo importante per noi e quindi proveremo ancora per un po’ a conquistarci e meritarci il titolo che tu stessa ci hai dato.

Gli HIGHLORD di oggi.
Andy: oltre a me alla voce, a Sted alla chitarra e a Luca Pellegrino alla batteria, nell’ultimo anno abbiamo avuto ben due sostituzioni di elementi fondatori. Si tratta di Lele “Mr Triton”, che ha sostituito Alexandros alle tastiere, e di Dany Veronese, che dall’inizio di quest’anno ha sostituito Diego al basso. Che posso dirti? Vorremmo che le cose rimanessero sempre come sono, ma cambiare è nella natura umana… meglio rischiare, che portare avanti una situazione agonizzante! Comunque i due ragazzi si sono inseriti alla perfezione, hanno portato sangue nuovo e soprattutto entusiasmo, contribuendo sicuramente in maniera attiva al rilancio degli Highlord di cui si parla in queste righe. A livello complessivo di band, siamo nel pieno della nostra maturità, musicale ed umana. Siamo tutti intorno ai trent’anni, quindi non più dei ragazzini, abbiamo tutti un vissuto personale che inevitabilmente si riflette nella nostra musica, per cui chi ci ascolta e legge i nostri testi può capire davvero le nostre ansie, frustrazioni, incazzature, ma anche le gioie dello stare su un palco, fare la cosa che più ci piace e farla con persone con cui c’è un’amicizia che si protrae da anni, sicuramente oltre il rapporto musicale. Insomma, i vari pugni presi ci hanno fatto barcollare pericolosamente, ma, come nelle storie migliori, siamo ancora in piedi per riprendere a combattere!

Ripercorrete il vostro ricco ed eccellente percorso musicale attraverso i vostri album.
Andy: Heir of Power è il disco d’esordio: tenendo presente che io non ero ancora della partita, il disco rivela l’entusiasmo di una band con tante idee, entusiasmo e voglia di fare, ma ancora un po’ acerba a livello di sonorità ed arrangiamenti. Un esordio genuino…
… When the Aurora Falls, l’ultimo disco con Vascè alla voce, e forse ancora il più blasonato, nonostante i suoi ora undici anni. Credo che chiunque ci legge ora lo conosca, per cui che cosa aggiungere? Ottime canzoni, suonate e prodotte alla grande, anche se forse un pelo troppo classicamente power europeo per i miei gusti, haha!
Breath of Eternity: il disco della svolta, non tanto per il mio ingresso alla voce, quanto per una decisa virata verso sonorità più prog, pur senza perdere di vista il power che rimane sempre la matrice principale. I cantati sono leggermente più sui bassi, le composizioni si tingono di qualche sfumatura scura, ma al contempo inauguriamo qui la tradizione, da sempre portata avanti, di includere un brano più tipicamente hard rock in un contesto power: e il giochino ha sempre funzionato!
Medusa’s Coil: a giudizio di tutti i membri della band, il nostro miglior disco! Ragazzi, qui non ci sono cazzi, se vi piacciono gli Highlord DOVETE avere questo cd! Noi ne abbiamo ancora alcune copie, potete ordinarcele, acquistarle ai concerti, ma questo è ad oggi il nostro lavoro migliore, sia a livello di composizione sia a livello di interpretazione! Check it out!!!
Instant Madness: per cui se ne deduce che i cd successivi sono scarsi? Haha, invece no, con questo cd abbiamo tentato la strada dell’autoproduzione: qualche incertezza a livello di sonorità, ma quel disco contiene ancora alcuni dei miei pezzi preferiti degli Highlord, oltre ad essere stato quello che ci ha garantito il maggiore riscontro economico: avere il controllo del tuo master paga…
The Death of the Artists: un periodo di incertezza, una line-up ancora non definita (gli assoli di keys sono suonati da Gabriele dei Secret Sphere), ma sempre la voglia di tornare a spaccare culi! Qui ci sono i nostri pezzi più tirati ed alcuni esperimenti quasi AOR, come sempre fusi nella maniera tipicamente Highlord di far quadrare tutto col nostro gusto melodico… enjoy, baby!!!

Quali sono le tematiche trattate nei vostri testi, e a cosa vi siete maggiormente ispirati?
Sted: tanti anni fa, da giovani diciamo, seguivamo il fertile filone Fantasy/Epic. Era molto in voga e ci piaceva molto. Col passare del tempo, già dal secondo album “… When the Aurora falls…” abbiamo abbandonato completamente quelle tematiche per iniziare a parlare di noi stessi, delle nostre esperienze, delusioni, sogni. Credo che il 90% dei nostri testi sia introspettivo. Leggere un nostro testo può voler dire entrare nelle nostre menti, comprendere cosa in quel determinato periodo vivesse nei nostri pensieri e quindi, forse, aiutare l’ascoltatore ad apprezzare l’artista come uomo e non come entità astratta dietro ad uno strumento

Dagli esordi ad oggi, in che modo si è evoluto il vostro sound?
Andy: come dicevo, i primi dischi erano figli della loro epoca, una fine di millennio improntata sul power di più pura derivazione teutonica; col tempo, si sono rivelate le necessità dell’artista di parlare altri linguaggi, arricchire di controtempi prog, addolcire con le melodie dell’AOR/class metal, irrobustire con la visceralità dell’hard rock, contaminare con tentazioni elettroniche… trovo personalmente difficile definire il sound degli Highlord, indiscutibile è la base power, ma ci sono così tanti elementi nella nostra musica! Personalmente, al primo posto metto sempre e comunque la ricerca della melodia, di presa ma non banale come caratteristica principale ed ideale filo conduttore attraverso i nostri finora sei album.

Avete avuto una stretta collaborazione col Giappone e musicalmente parlando, tutto ciò cosa vi ha permesso di fare e cosa avete imparato da una nazione di tale entità e da una realtà così differente dalla nostra?
Sted: il mercato nipponico è credo la nostra Eldorado. Certo… non è che li siamo famosi e a dirla tutta in termini economici non ci abbiamo guadagnato molto, ma credo dipenda più che altro dalle label e non dai fan locali.
Per quanto mi riguarda, ti posso dire che si tratta di un paese dove la cultura (al contrario dell’Italia) viene promossa ed incentivata. I Giapponesi possiedono una mentalità aperta e creativa, ragion per cui non ti devi stupire se un impiegato di banca in giacca e cravatta sulla metro si legge un Manga ascoltando i Children of Bodom. Da loro è normale. Credo che sia una cosa bellissima che dovremmo imparare anche qua. Quello che loro chiamano J-pop da noi sarebbe classificato come “rumore” haha… da loro scala le classifiche!
Ad ogni modo sono molto preoccupato per i recenti avvenimenti di Fukushima, un duro colpo per la nazione.. non so come questo si potrà riflettere sulla scena musicale. Speriamo bene!

In un paese come il nostro, che riguardo a certi generi, risulta ancora decisamente chiuso, quali consigli vi sentite di dare a coloro che stanno per intraprendere una carriera musicale?
Sted: aspettatevi tanta merda.
Andy: ehm, Sted è stato un po’ lapidario, ma in sintesi è così. Se siete esordienti, preparatevi: non guadagnerete soldi, anzi andrete decisamente in rosso, i gestori dei locali non vi guarderanno come artisti che vogliono lavorare con loro attraverso la propria musica ma come dei mendicanti che vanno ad elemosinare una data, e il pubblico spesso vi snobberà per esterofilia, o perché tanto ci sarà sempre qualcosa di più figo o più di moda di voi… e le etichette cercheranno solo di speculare sulle vostre fatiche. Se avessimo la ricetta del successo saremmo già famosi, la cosa più genuina che posso dire a tutti è che ci vogliono delle palle d’acciaio, tanta costanza, e amore totale ed incondizionato per la propria musica, se no non si va da nessuna parte!

Dopo un periodo di pausa, il grande ritorno degli HIGHLORD, potete anticiparci qualcosa riguardo ai vostri progetti futuri?
Sted: pausa? Hmmm.. adesso quello che ci preme è registrare un promo cd da proporre a qualche etichetta sperando di poter produrre in seguito un full length. Stiamo già lavorando ad alcuni brani nuovi e vorremmo avvalerci dell’aiuto di persone esperte nella promozione come la Eagle per dare risalto alla cosa nel migliore dei modi.
Andy: ovviamente, tanto rock’n’rol!!!

Ringrazio tutti gli HIGHLORD e la Eagle Booking, per avermi concesso quest’ intervista e avermi dato la possibilità di poter parlare di una band che ha segnato e che continuerà a segnare la storia della musica made in Italy.

[oblo_image id=”3″] Contatti: Official MySpace: myspace.com/highlorditalia
Official Website: highlord.it
E-mail: info@highlord.it/promo@highlord.it
www.eaglebooking.com

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