martedì, Gennaio 19, 2021
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Gs Dichotomy: rock e riflessione

[oblo_image id=”1″] Conosciamo grazie a quest’intervista una Progressive Metal Rock band della Sardegna, i GS DICHOTOMY, che col tempo hanno saputo creare una propria identità e personalità musicale che gli ha permesso di diffondere il loro profondo suono, suggellato da testi di un certo spessore, ben recensiti, vantano già di importanti partecipazioni live.

LINE-UP

Gianfranco Salvio – Guitar
Emidio Salvio – Voice
Alessio Billi – Drums
Elio Manunta – Bass
Marco Pes – Keyboard

Come e quando nasce il progetto GS DICHOTOMY? Tutto è nato dall’incontro di  Gianfranco Salvio (chitarra) e Alessio Billi (batteria), che erano stati chiamati ad entrare in una band… poco dopo quella formazione si era sciolta, ma Alessio ha deciso di seguire Gianfranco, e i due hanno cominciato a provare da soli alcuni brani scritti in attesa di trovare gli altri musicisti  per completare la line-up. La ricerca è durata diversi mesi, con la comparsa di alcuni elementi non proprio entusiasmanti, ma alla fine del 2009 il progetto GS Dichotomy prende finalmente forma con l’ingresso di Emidio Salvio (voce), Cristian Tanca (tastiere), e Roberto Bancalà (basso). Dopo un intenso periodo di prove i GS Dichotomy partecipano al loro primo contest con i brani Rise e Parole al Vento, aggiudicandosi il terzo posto. I primi mesi del 2010 purtroppo sono travagliatissimi, perché vanno via sia Cristian che Roberto, che verranno sostituiti da Elio Manunta (basso) e Lorenzo Magario (tastiere). E’ con questa formazione che nell’estate dello stesso anno i GS Dichotomy vincono diversi contest regionali e cominciano a far parlare di sé.

Da cosa deriva il vostro moniker, e cosa significa per voi? GENETICALLY STRUCTURED DICHOTOMY: una dicotomia geneticamente strutturata! E’ un po’ il manifesto stesso della band, che nelle proprie song alterna atmosfere molto melodiche e parti decisamente metal e aggressive, marcando le diversità delle varie sezioni con improvvisi cambi di tempo, di suoni e di registri vocali. In ogni composizione convivono due anime,  due mondi, due facce della medaglia. E queste dicotomie sono il nostro marchio di fabbrica!

Come prendono vita i vostri testi e quali argomentazioni trattano? Le liriche sono di Gianfranco Salvio: per alcune song è nata prima la parte musicale, per altre prima il testo. Alcune composizioni sono nate in italiano e sono state poi tradotte mentre altre sono state scritte direttamente in inglese. Il nostro genere non ha decisamente mercato qui in Italia, quindi nonostante ci troviamo benissimo a scrivere anche in italiano, abbiamo deciso di utilizzare quasi esclusivamente la lingua inglese. Il demo “Don’t call me a mad” può essere considerato quasi un concept:  tutti i testi sono infatti riferibili ad un individuo “pazzo” (o – meglio – considerato tale da chi non sa comprenderlo), che in prima persona  alterna fasi di contemplazione della miseria umana, di rassegnazione, e desiderio di riscossa. Un discorso a parte, deve essere fatto per la bonus track, “Il mare si chiede di me”, il cui testo è stato scritto dallo scrittore algherese Massimiliano Fois , ed è un’anticipazione di un rock concept molto articolato che Gianfranco ha scritto durante questi ultimi anni a quattro mani proprio con Fois,  e che proprio quest’anno verrà totalmente rivisto dai GS Dichotomy al completo, per diventare il nostro prossimo album.

Descrivete il vostro genere musicale e il vostro modo di vivere la musica. Noi proponiamo quella che è la nostra visione ”dicotomica” del progressive, tra rock e metal, stando ben lontani dalle influenze power che vanno per la maggiore nei gruppi prog recenti. Se in una sezione nasce una bella melodia, evitiamo di metterci sotto mitragliate di doppia cassa… lasciamo che il pezzo abbia il suo respiro, il suo pathos… quando poi la song prende energia non ci risparmiamo di certo. Il nostro, pur non essendo un prog ipertecnico, richiede comunque un certo controllo dei nostri strumenti, anche se noi – alla tecnica pura –  preferiamo in ogni caso la ricerca dell’emozione, dell’energia; il  virtuosismo lo vediamo magari come mezzo e non come fine, tanto che – soprattutto dal vivo – suoniamo in maniera molto sanguigna, con l’appeal più da band grunge che prog .

Quali sono le band che vi hanno ispirato maggiormente? Il passaggio dal prog rock anni ’70 e il prog metal moderno ha un nome: Dream Theater. Nei primi album i DT hanno saputo mescolare gli elementi prog e l’energia metal come nessun altro. Poi a nostro avviso loro hanno perso un po’ di mordente, ma nel frattempo sono venute fuori tantissime altre band che ci hanno fatto impazzire e continuano ad essere di grandissima ispirazione per noi. Tra i gruppi più famosi potremmo limitarci a nominare i grandissimi Symphony X, ma quello che più stupisce sono la miriade di gruppi semisconosciuti che noi troviamo semplicemente fantastici,  come Haken, Andromeda, Lemur Voice, Sieges Even, le eccellenze italiane Evil Wings e DGM (per questi ultimi abbiamo avuto la fortuna e l’onore di aprire un concerto a Sassari). Ma come possiamo limitarci a così pochi nomi? Nei nostri background sono sempre vivi RUSH, QUEEN, PINK FLOYD, QUEENRYCHE, KANSAS, FATES WARNING, TRANSATLANTIC, EXTREME, PANTERA, METALLICA, MEGADETH, e tantissimi altri… Senza però scordarci mai che pensare la musica a “compartimenti stagni” è solo antiproduttivo: cerchiamo ispirazione a 360 gradi, tanto da poter essere ispirati anche da generi molto diversi dal nostro.

Dalle vostre song emerge l’ alchimia che vi unisce, quanto conta tutto ciò per poter portare avanti un progetto? Le songs del demo “Don’t call me a mad” erano state scritte e arrangiate per intero da Gianfranco Salvio, ma poi è stata soprattutto la sala prove che – tra esperimenti, discussioni, e le solite immancabili liti –  ci ha portati alle versioni definitive. In particolare è Alessio che con la sua visione  “ritmica” scompone i pezzi per cercare quegli accorgimenti che poi portano a soluzioni più efficaci, più energiche, e mai banali. Tantissimo tempo viene dedicato poi alla scelta dei suoni di tastiera, che curiamo tutti insieme.

Grazie al vostro impegno siete riusciti ad emergere partecipando a numerosi contest musicali della Sardegna, quali? Il 2010 è stato un anno davvero fruttuoso da questo punto di vista: i GS Dichotomy sono saliti sul podio praticamente in tutti i contest ai quali hanno partecipato. Di particolare pregio sono il terzo posto al meeting Artes et Sonos che si è tenuto a Ruinas (Oristano), e le vittorie a  Rock e Solidarietà (Santa Maria la Palma), Onda Tour (Alghero-Castelsardo), ma soprattutto Olbia Rock (Olbia), che ha portato la band ad esibirsi al MEI (Meeting Etichette Indipendenti) di Faenza. Nel 2011 ci sono all’attivo già 2 vittorie in due contest locali.

Quale è stata l’ esperienza piu’ importante per voi sia a livello musicale, che personale? Siamo legatissimi al palco di Olbia Rock: ci ha dato delle emozioni indescrivibili quando l’anno scorso abbiamo partecipato al contest vincendolo, e ce le ha ridate anche il mese scorso quando ci siamo esibiti come ospiti nell’edizione del 2011. E’ difficile trovare tanta professionalità in un contest, e abbiamo potuto comprendere quanto sia fondamentale la competenza di un service per suonare davvero bene e fare un bello spettacolo. A livello personale l’esperienza più importante per noi si chiama semplicemente GS Dichotomy: un progetto chiuso in un cassetto per anni che finalmente è diventato una vera band, e una band che da tantissime ore di sala prove è arrivata a far parlare tanto di sé in soli due anni.

Nel 2010 entra il tastierista Marco Pes, quali modifiche ha portato alla band? Dopo l’uscita dal gruppo di Lorenzo Magario, Marco Pes ci ha contattato proprio quando avevamo saputo di dover aprire il concerto sassarese dei DGM, e a testa bassa ha imparato in tempi record i nostri pezzi… Da quel momento è entrato in pianta stabile nella band, e grazie alla sua professionalità e alla sua propensione al dialogo siamo riusciti a trovare insieme gli arrangiamenti di tastiera  più adatti per le nostre song.

‘Rise’ e ‘Words In The Wind’, parlate e descrivete queste due vostre bellissime song.  Rise è il brano che ci ha portato più fortuna in assoluto: ad ogni esibizione ci siamo resi conto che il pubblico ne rimane sempre colpito…. Pensiamo che questo sia dovuto ad una strana alchimia tra le varie sezioni della song: l’intro di chitarra col delay che dà un senso ritmico quasi ballabile, il cantato melodico e quasi pop che dopo l’acuto a sorpresa si trasforma decisamente, l’incedere energico del resto della song… lo strumentale trascinante e orecchiabile… Insomma, una di quelle canzoni che si possono definire delle botte di .. fortuna, appunto . Words in the Wind era nata nella sua versione italiana  “Parole al vento” qualcosa come 15 anni fa. L’intro in origine era molto più veloce… con Alessio invece abbiamo deciso di suonarla più lenta e cadenzata… sembra quasi una marcia molto metal ed epica allo stesso tempo: decisamente un’ottima intro per il nostro demo!  La song vera e propria, invece (dal riff prima del canto) di per sé è forse la più lineare rispetto alle altre del disco, molto diretta, quasi in stile hard rock anni ’80. E il brano che usiamo sempre per i soundchek veloci!

Avete una vostra song alla quale siete legati in modo particolare e perché? Mah, forse ognuno di noi 5 risponderebbe in maniera diversa….  RISE come dicevo prima è la song che ci ha dato più soddisfazioni, e da suonare è davvero divertente.  DON’T CALL ME A MAD è il risultato di mille modifiche fatte partendo da una versione che ormai stenteremmo a riconoscere.. quando siamo riusciti finalmente a suonarla dal vivo è stata una liberazione! E’ un pezzo molto moderno che probabilmente rappresenta in tutto la nostra cifra stilistica. IL MARE SI CHIEDE DI ME  è il nostro secondo cavallo di battaglia… voce e piano sono protagonisti assoluti, e abbiamo lavorato tanto per riprodurre dal vivo le dinamiche necessarie a dare il giusto crescendo emozionale. E’ quel tipo di ballad che vorresti vedere cantare a migliaia di fans che ondeggiano gli accendini, eheh!

Un vostro parere sullo scenario Progressive Rock italiano attuale? E’ proprio di questi giorni la notizia che i DGM apriranno tutte le date del tour europeo dei Symphony X. Che dire? Almeno per una volta pare che anni di duro lavoro paghino! Ci sono anche tante altre formazioni davvero molto valide in italia, (Evil Wings, Odd Dimension, Astra, giusto per dirne un paio) ma purtroppo è un genere che non viene molto apprezzato. Già il metal in generale è molto meno ascoltato in Italia rispetto ad altri Paesi (pensiamo ad esempio al Nord Europa), poi c’è da dire che i proggers fanno parte di una nicchia ancora più ristretta. Spesso noi qui in Sardegna troviamo ad essere considerati troppo heavy per alcune situazioni e troppo soft per altre, e nei pochi locali in cui si può ancora suonare con le band vanno per la maggiore o il vecchi o hard rock anni ’70 oppure il metal più estremo e gridato.

Progetti e collaborazioni future? Al momento stiamo facendo un remaster completo del nostro demo nel tentativo di rendere il risultato più professionale, con l’intenzione di cominciare a spedire il cd alle varie etichette specializzate sperando in qualche riscontro positivo. Nella nuova versione del disco ci saranno due importanti novità: una traccia bonus video contenente il videoclip di Rise, e una nuova song, Brand New Wall, di cui stiamo ultimando l’arrangiamento in questi giorni e che dovremmo andare a registrare al più presto. Dal mese prossimo, poi, ci butteremo a capofitto nelle prove e nell’arrangiamento de L’Acqua di Mezzanotte, opera rock scritta da Gianfranco Salvio a quattro mani con lo scrittore Massimiliano Fois. I nuovi pezzi sono davvero molto complessi, e ci vorrà del tempo perché ogni membro dei GS Dichotomy li assimili e dia il suo prezioso contributo,  ma sarà un percorso che ci emozionerà e ci darà soddisfazioni, e siamo sicuri che l’album che ne verrà fuori sarà qualcosa di spettacolare.

In attesa di poter stimolare il nostro apparato uditivo con le nuove canzoni targate GD DICHOTOMY, possiamo deliziarci con le loro altre produzioni, la carica del Rock, il tocco del progressive, un suono complesso ma decisamente orecchiabile, che coinvolge totalmente, ogni brano possiede un’ evoluzione dalla prima all’ ultima nota, un salendo di toni a tratti rock a tratti melodic, bellissima voce e strumenti ben equilibrati, ben percepibile la grande alchimia che lega questa formazione.

A presto per il loro nuovo album, ringrazio Gianfranco Salvio e i GS DICHOTOMY  per la collaborazione e disponibilità .

OFFICIAL VIDEO GS Dichotomy – RISE http://youtu.be/5cXrPIs4V24

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