Gli Amour Fou cantano la morale italiana

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A chiusura del primo decennio del nuovo millennio, lasciato alle spalle un modello di società basata sulla famiglia, sull’apparenza e sulla Prima Repubblica, è lecito chiedersi chi sono i Moralisti oggi? E’ lecito chiedersi quali sono le fondamenta della morale attuale?

[oblo_image id=”1″]Ecco i quesiti del concept album “I Moralisti“: un’analisi in musica sviluppata attraverso dieci personaggi reali, nati tra il 1950 e il 1980 (il periodo compreso fra la nascita degli autori e dei loro genitori), descritti secondo un canone che si ricollega all’impianto del Neorealismo ed al cinema inchiesta di Elio Petri, Antonioni, Rosi, Lizzani, Pietrangeli e Sorrentino. Perché nell’Italia di oggi la canzone d’autore non deve più relegarsi sistematicamente alla sola messa in musica del proprio mondo interiore, ma piuttosto tornare ad essere mezzo di lettura e analisi della quotidianità, che resta un incredibile contenitore di esempi e messaggi.

I protagonisti de “I Moralisti” sono quindi le persone, a volte personaggi storici, a volte protagonisti di cronaca, a volte archetipi di storie comuni: il “bandito moralista” Enrico Depedis, una ragazza omosessuale suicida, una madre colma di sensi di colpa, un sacerdote attratto da un ragazzo, un anziano emarginato considerato un pazzo visionario…

Il disco si chiude con la title track “I Moralisti”, omaggio ai “Comizi D’Amore di Pier Paolo Pasolini, in cui i bambini recitano i versi del poeta Sandro Penna, diventando la polarità positiva del disco: la vita, innanzitutto, non è che un susseguirsi di gioia e pena.
Gli Amor Fou sono capaci di raccontare la Storia attraverso le piccole storie. Grazia nel raccontare, nel dipingere immagini che ammaliano anche se sono amare.

Dal punto di vista stilistico, “I Moralisti” è un disco completamente suonato con strumenti analogici, al contrario dell’esordio “La Stagione del Cannibale” dove imperavano campionamenti e sintetizzatori.

La formazione della band è cambiata con l’ingresso di Giuliano Dottori e Paolo Perego, che insieme ad Alessandro Raina e Leziero Rescigno, cuore pulsante della band fin dagli esordi, completano gli Amor Fou nella nuova veste stilistica.

Gli Amor Fou si avvicinano per melodia a gruppi come i Baustelle e gli Afterhours ma come non pensare che un album tematico come questo non si apparenti o si riferisca in qualche misura ai padri nobili della muisca italiana come al De Andrè di “Storia Di Un Impiegato”, anche quella una riflessione politica acuta e senza sconti o a Guccini e De Gregori che hanno raccontato il loro tempo senza filtri. Un caleidoscopio che ospita le colonne sonore di Morricone e John Barry, i film di Elio Petri e Godard, fino ad arrivare alle intuizioni di Serge Gainsbourg e Blonde Redhead, alla costante ricerca di una dimensione che gratifichi il grande patrimonio della canzone italiana.

“I Moralisti” esce il 4 maggio 2010 su etichetta EMI Music, che ha identificato il gruppo come continuatore della tradizione cantautorale italiana.