Giace sepolta la Città d’Umbrìa. Il più gran tesor che al mondo sia

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[oblo_image id=”1″] Presentazione, nell’ambito delle manifestazioni della “Festa Internazionale della Storia”, del primo volume della nuova collana DEA (Documenti ed Evidenze di Archeologia) della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna.

Il libro, curato da Manuela Catarsi, riepiloga in una sintesi completa e aggiornata, non senza suggestioni e proposte innovative, le conoscenze archeologiche sul sito d’Umbría, che fin dai primi studi assunse un alone “misterioso” per la difficoltà oggettiva, in mancanza di elementi datanti, di spiegare le imponenti opere di difesa presenti su un pianoro posto a dominio della media valle del Ceno nel territorio parmense.

A un inquadramento generale del sito dal punto di vista ambientale, naturalistico e toponomastico segue una dettagliata storia degli studi che, dalle prime citazioni “mitiche” e dalle leggende nate sui tesori che sarebbero stati nascosti nella città, prende in esame le ripetute campagne di scavi scientifici di cui fu oggetto.

Il volume, pubblicato nel trentennale della scomparsa del marchese Maurizio Corradi Cervi (1904-1982) che fu tra i più attivi ispettori onorari della Soprintendenza nel secolo scorso, riporta integralmente il suo diario dello scavo fatto ad Umbrìa nel 1950 dal Comitato di Studi Preistorici dell’Emilia occidentale.

La pubblicazione è stata finanziata della Cooperativa ARS Archeosistemi, che pure ha operato ad Umbria negli ultimi scavi della Soprintendenza, e che ha trovato una forma singolarmente felice per celebrare l’anno dedicato al mondo della cooperazione