Francesi primi a subire una “tassa Internet”?

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[oblo_image id=”1″]Incorniciato dall’ameno splendore dell’Elysee palace di Parigi, Sarkozy annuncia in conferenza stampa la sua intenzione di tassare gli internauti. Proposta che in verità non sconcerta: strana sembrava anzi l’immunità che aveva finora benedetto Internet, preservandola dal tentacolare mondo dei dazi, balzelli e salassi vari.

Curiosa è invece la destinazione riservata a questi novelli fondi che, se la suddetta proposta dovesse mai concretizzarsi, si materializzerebbero nelle casse dello Stato. Sarkozy intende utilizzarli per finanziare la televisione pubblica, rendendola del tutto libera dalla necessità di avvalersi del supporto economico pubblicitario.

Internet si sta espandendo rigogliosa in Francia: 16.1 milioni sono gli account registrati, la crescita complessiva annua è stimata intorno al 14% e quella delle connessioni ad alta velocità si attesta su un buon 22%. Sufficiente sarebbe dunque una tassa mensile dell’ordine di tre o quattro euro pro capite, al fine di sostituire del tutto gli introiti delle pubblicità da radiare integralmente.

Ma l’impressione è che si stia tentando di trainare il carretto di legno con la locomotiva a vapore. Tassare Internet per finanziare la TV ha senso quanto tassare benzina ed auto per istituire mangiatoie e fontanelle pubbliche, allo scopo di nutrire ed abbeverare gratuitamente i nostri cavalli.

La rigida struttura del palinsesto televisivo si sta facendo anacronistica. I giovani se ne stanno allontanando sempre più, preferendole la libertà e l’interattività offerte da Internet.

Sarebbe dunque più opportuno impiegare siffatti fondi per svecchiare la televisione, traducendola a poco a poco, e non in maniera soltanto ausiliaria, in versione web, liberandola dagli schemi delle tabelle di marcia in stile militaresco che finora l’hanno caratterizzata. Ancora più auspicabile e logico sarebbe un reinvestimento di questi euro in finanziamenti dedicati ad Internet stessa. L’idea potrebbe consolare, almeno parzialmente, i detentori del primato cronologico su questa nuova tassa.

Ad onor del vero c’è da sottolineare come i provider Internet francesi siano fra i più economici in Europa. Purtroppo pare assai credibile prevedere che in Italia, se siamo stati restii nell’imitare le loro convenienti tariffe Internet, non lo saremo altrettanto con l’originale pensata di Sarkozy.